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Il Covid-19 sta mettendo a dura prova il nostro Stato, dal punto di vista sanitario ma anche da quello sociale ed economico. Molte attività hanno subito una chiusura temporanea, alcuni lavoratori hanno potuto convertire la loro attività in Smart Working e altri sono stati coinvolti in soluzioni più drastiche, come licenziamenti volontari o cassa integrazione.

È sicuramente una crisi economica che colpisce tante famiglie che devono trovare il modo di portare a casa beni di prima necessità.

Per far fronte a queste impellenti necessità, l’attuale governo ha stanziato 400 milioni di euro, per tamponare questa emergenza. In questi giorni sono in distribuzione in 7904 comuni italiani, quale forma di “solidarietà alimentare”, i fondi stanziati dal Governo e dalla Protezione Civile. Ogni comune può decidere l’importo dei buoni spesa, nel giorno in cui il coronavirus mette a nudo tutte le incongruenze di un governo maldestro.

L’altra faccia dell’emergenza sono le diseguaglianze sociali, aree sociali che non permettono misure universali e immediate di sostegno.

L’obiettivo di molti comuni è stato quello di distribuire dei buoni spesa per poter far fronte almeno alla spesa alimentare. Proprio sulla questione buoni spesa stanno girando diverse truffe, che fortunatamente sono segnalate alla Polizia di Stato dagli utenti e dai negozianti preposti ad accettare i buoni spesa.

In un periodo storico pieno di incertezze, come quello che tutto il mondo sta vivendo a causa del coronavirus, gli sciacalli e i truffatori sono sempre in prima linea.

Si sono sentite molte storie di truffe a spese del povero cittadino che oltre a dover combattere contro una pandemia, deve tenere gli occhi ben aperti a non cascare in mille trappole.

Finti buoni spesa di Conad, Coop o Esselunga vengono distribuiti attraverso le cosiddette “catene di Sant’Antonio” sui canali social, in particolare Whatsapp. Purtroppo questa è una delle tante truffe che sta dilagando in queste settimane di emergenza da coronavirus. Si fa leva sulla condizione economica di tanti italiani con falsi coupon regalo. Le note catene, secondo l’annuncio, sarebbero disposte a distribuire beni di necessità per sostenere l’Italia.

Ovviamente non bisogna credere a tali iniziative – perché false – infatti, cliccando sul link di riferimento, si viene reindirizzati su un sito che non corrisponde alle famose catene di supermercati. Vengono richiesti dati personali attraverso un finto sondaggio finalizzato per ricevere i buoni gratuiti.

Chi fornisce tali informazioni deve essere consapevole che verranno fornite ad aziende per campagne di spam intensive e eventuali altri raggiri.

La Polizia postale avvisa di fare sempre molta attenzione a non cliccare su questo link, di non compilare mai moduli online con dati personali e di informarsi sui siti ufficiali a cui questi messaggi si riferiscono. A volte possono essere richieste false autorizzazioni al trattamento dei dati personali inseriti, finalizzati a fantomatici premi. Bisogna fare attenzioni perché spesso tali richieste in realtà attivano servizi a pagamento non richiesti.

Il coronavirus ha fermato gran parte delle attività ma non ferma i criminali del web. L’epidemia al servizio di nuove e insidiose truffe informatiche.


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