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Anche questa esperienza è terminata. Ed è terminata nel miglior modo possibile. Nessuno si è fatto male, nessuno ha sofferto il mal di mare, ma tutti, chi più chi meno, hanno imparato qualcosa, sul piano sportivo e sul piano umano; e tutti, ma proprio tutti, si sono divertiti e hanno trascorso una settimana che segnerà per sempre la loro vita.

Sabato i ragazzi si sono alzati un po’ più tardi e l’intera mattinata è stata dedicata alla preparazione dei bagagli e alla pulizia delle barche: un lavoro non proprio divertente ma necessario.

Il pranzo, di conseguenza, è stato preparato a bordo ma consumato tutti insieme sulla banchina del porto opposta al molo al quale sono ormeggiate le barche. Alle quindici tutti i partecipanti si sono riuniti per un ultimo saluto e per la consegna dei diplomi di partecipazione.

La commozione che già cova esplode al momento della “cerimonia degli addii”, sul molo che ci porta all’imbarco sul traghetto che ci porterà via da La Maddalena e da questa esperienza unica.
Sembra banale dire che il tutto si svolge tra baci, abbracci e parecchie lacrime, ma è proprio così; ed è sempre così, come sa bene chi ha già vissuto in passato questa esperienza.

Del viaggio di ritorno non c’è da aggiungere altro se non che si rientra a Carmagnola a mezzogiorno in punto di domenica mattina.

Siamo stati fortunati: il tempo ci ha accompagnato in modo perfetto consentendoci di svolgere tutte le attività che erano state programmate. Ma un plauso speciale va all’organizzazione di OxigeneSail. Anche in mancanza del presidente Tommaso Cerulli, che comunque ha voluto salutare personalmente i ragazzi, e per questo si è precipitato in Sardegna venerdì pomeriggio, tutto ha funzionato alla perfezione. Il meccanismo, è vero, ormai è più che collaudato; ma mai come in questa settimana tutto, attività, rispetto degli orari, preparazione, è filato via come meglio non poteva succedere.

E tutto ciò ha permesso ai ragazzi di vivere, anche se per poco, in un modo diverso, lontano dalle comodità, in condivisione. E forse hanno capito che esiste anche un altro modo di vivere, senza tv, senza videogiochi, senza preoccupazioni perché c’è qualcuno che si prende cura di te al cento per cento. Sulle barche i ragazzi hanno fatto tutto a turno, dal preparare i pasti al servirli, dal lavare i piatti al fare le pulizie, dal mantenersi in ordine al mantenere in ordine gli spazi comuni, dal rispetto degli orari e delle consegne, all’organizzazione personale e di gruppo.

Se un’attività didattica deve avere come scopo l’istruzione ma anche l’educazione, ancora una volta l’Aula sul Mare si è dimostrata l’esempio perfetto di una tale attività.

Continuate così, ragazzi! Buon vento a tutti e… “Bella, Rega’”!!!


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