fbpx


Ci stiamo avviando alla conclusione di mesi in cui le certezze della saggezza popolare vacillano e i dubbi del metodo scientifico non sono sufficienti, due mesi in cui abbiamo perso la prospettiva delle dimensioni del tempo e dello spazio.

Sebbene finora siano state minate le nostre capacità individuali di proiettarci nel futuro, ora è il momento di metterci al centro della scena.

Quando un’imbarcazione affronta le immani forze della natura il comandante non può che fare appello al buon senso, a soluzioni contingenti meno-peggio e alla fede, fortuna o destino; i marinai si aggrappano a ciò che trovano e, se ciò non è sufficiente, imprecano contro chiunque.

Questa è stata la situazione finora e credo che sia necessario prenderne atto per i mesi a venire, senza con ciò cedere al disfattismo, anzi, pensando a noi stessi come torri di controllo.

Ciascuno – oggi più che mai – può fare ricorso al suo spirito critico: apprendere le notizie dei media, incrociare i dati forniti dalle istituzioni, i pareri degli esperti, le disposizioni normative, le precauzioni e le soluzioni per i problemi quotidiani, cercando di smaltirli e non solo di assimilarli fino a farsi disorientare, cercando di selezionarli ed evitando di sostituirli alla sensibilità individuale.

Possiamo davvero farlo anche se non siamo esperti di tutto, se non abbiamo sufficiente conoscenza tecnica o delle informazioni? Certo.

Saremo tacciati di essere ignoranti o poco avvezzi alle cose del mondo? Non importa.
E’ l’intuito che consente di creare nei momenti più disperati, di saltare fuori dalle situazioni di pericolo, scegliendo di accelerare o rallentare il passo secondo il nostro radar.

E’ l’ora di depositare i nostri mattoni nella costruzione del futuro, di modellare cioè il nostro spazio e il nostro tempo.


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST