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È la grande stagione del monopattino. Per molto, forse troppo tempo relegato a giocattolo per bambini. Anzi, ormai in disuso anche presso questi, sostituito da roller e skateboard, più dinamici, più sportivi. Capaci di donare al giovinetto, che si avvia a salire la perigliosa china dell’adolescenza, un brivido. Una scarica di adrenalina…

Il monopattino è veicolo decisamente più tranquillo. Con un vago sentore ottocentesco, anche se fu solo ai primi del secolo scorso che entrò in voga. Esempio di una modernità moderata, senza eccessi. Senza rischi. Sogno positivista, come il, melenso, Balletto Excelsior. Poi, ovviamente, vennero gli amatori, si organizzarono gare, anche una sorta di imitazione del Giro d’Italia. Che però non prese piede. Anche perché la postura del monopattinitta non ha nulla di eroico e titanico. Non manifesta lo sforzo dell’uomo che cerca di sfidare e vincere i limiti di velocità impostigli dalla natura… Non per nulla Boccioni ha dipinto il famoso Ciclista in movimento. Trionfo della velocità. Ve lo immaginate a raffigurare la quieta andatura di un signore in monopattino? Non era roba per Futuristi, ma per fiacchi borghesucci perditempo…quelli che potevano vivere di rendita. Che non avevano ragione di andar di fretta… E poi ve li immaginate Coppi e Bartali sfidarsi tra Auronzo e Bassano in… monopattino? Suvvia…

Certo, ad Ivrea sembra esservi ancora un’annuale corsa di monopattini. E nella Repubblica Ceka addirittura un campionato mondiale… Ma il veicolo ha un’insopprimibile profumo di Belle Epoque…. Roba vecchia. Roba stantia…

Oggi, però, è tornato, come dicevamo, prepotentemente di moda. Una moda imposta dall’alto, come si suol dire. Ammesso, e non concesso, che il termine “alto” sia in qualche modo attribuibile all’attuale governo italico.
Comunque, il Conte Zio non si preoccupa della cassa integrazione, della disoccupazione galoppante, dei fallimenti, della perdita di ampie fette di export, della crisi libica, della crescente insicurezza nel Mediterraneo… Tuttavia si preoccupa di sollecitare gli italiani ad andare in monopattino. Mettendo a bilancio addirittura un bonus di 500 euro per l’acquisto del, rivoluzionario ed ecologico, veicolo. Con giubilo delle anime belle che sognano la decrescita felice, l’Italia porto aperto ad ogni flusso migratorio, gli italiani perennemente in guanti e mascherina anche in spiaggia, la deindustrializzazione, il reddito di cittadinanza che sostituisce il lavoro, il trionfo del tempo libero, la scuola del feliciometro e dell’analfabetismo…. E, finalmente, la piena realizzazione del famoso “uno vale uno”. Ovvero Einstein vale quanto, e non più, l’ultimo pigro indolente che vive a carico del pubblico erario, e trascorre i giorni in panciolle sul divano. Nulla facendo e nulla pensando…

È l’ultima versione dell’utopia. La società perfetta della generalizzata inettitudine e dell’inconsistenza. Con buona pace di Bacone e Campanella. E il monopattino ne sta diventando uno dei simboli. Insieme alla sanitaria mascherina. Tanto che già la Tv di regime, a reti unificate RAI e Mediaset, ci propone l’immagine di forze dell’ordine che pattugliano le vie in monopattino. Camorra e Ndrangheta stanno tremando…

E, poi, le immagini dei politici. In monopattino verso il Parlamento. Evitando di inquadrare la scorta che blocca necessariamente il traffico per permettere tale esibizione. Spettacolo che fa, sinceramente, rimpiangere la bicicletta del prof . Prodi. Facendolo apparire come un ardimentoso bersagliere della Grande Guerra….

Uno di quegli spiriti bizzarri che infestano fb, ha pubblicato un post curioso. Muto, ma molto, espressivo.
Da un lato la foto di Putin. Lo Zar a torso nudo, pantaloni di mimetica, coltellaccio da specnaz al fianco. A cavallo di un orso. Un grosso orso bruno, docile e domo. Esibizione di machismo, si dirà. Di autoritarismo. Volgare….
Dall’altro lato, Danilo Toninelli, ex ministro. Doppio petto blu, riccioli al vento, felice e sorridente su un monopattino elettrico….
Uno vale uno?
O, come diceva Platone, ogni popolo ha il governo che si merita?


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