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Dunque, a Torino, il sindaco Appendino (mi scuso per la pessima rima) ha decretato, sui mezzi pubblici, il ” distanziamento verticale”. Cosa che, a tutta prima, mi ha lasciato spaesato. Non ho mai visto persone entrare nei bus o sulla metro a cavallo di altri… Che sia una tradizione sabauda? Poi, però, ho capito. È vietato guardarsi in faccia. Perché pericoloso: potrebbe favorire la diffusione del Covid19. I più tristi, immagino un po’ romanticamente, i giovani innamorati, che si guardano negli occhi. I più soddisfatti, ovviamente, i guardoni cultori del Lato B. Innanzi ai quali si aprono radiosi orizzonti…

Insomma, l’ennesima cretinata partorita dal solito esperto (di sta cippa) strapagato. Coi soldi dei contribuenti. L’ennesima, gratuita e stupida, vessazione dei tirannelli locali, emuli del Conte Zio… Ne abbiamo viste tante… i parchi chiusi, i bambini segregati, i dati falsati, i locali e le scuole chiuse senza motivo, i parenti di sesto grado, e soffiatevi il naso nel gomito, e il bonus monopattino, e la prospettiva dei banchi con le ruote… Viste e subite, sopratutto. Perché… Vabbè guardatevi intorno per strada e capirete senza bisogno di tanti discorsi…
Comunque questo succede a Torino – anche se non dubito che troverà, presto, solerti imitatori da Nord a Sud di quello che, un tempo, prima di divenire Contea, era il Bel Paese… E a Torino ci sta il direttore, e certo se ne occuperà lui. Anche se non prende l’autobus…

Io, però, vorrei soffermarmi su un particolare. Quello che è vietato guardarsi in faccia. Un particolare neppure tanto… Chè il volto è il nostro primo, e ineludibile, biglietto da visita. Il volto ci fa identificare. E, sopratutto, comunica. Chi siamo e come siamo. Le emozioni che proviamo. Gli stati d’animo. Le reazioni a quanto vediamo. A quanto ci viene detto.
Ci innamoriamo di un volto, di due occhi splendenti, di una bocca gentile o sensuale…
Ed è col volto, prima che con le parole, che esprimiamo approvazione o ostilità.
Perché le parole possono mentire. Il volto no. A meno che tu non sia un attore consumato. E anche in quel caso, spesso, la finzione si rende palese.
Tu puoi negare a tua moglie, o marito, di essere stato con l’amante, invece che al congresso annuale degli allevatori di quaglie. Ma è molto meglio se lo fai al telefono. Perché la faccia ti potrebbe, facilmente, tradire…

E poi non è uso dire “perdere la faccia” per indicare una perdita di credibilità? Di fiducia? O peggio, dello stesso onore?
E le società segrete di un tempo, Santa Vehme, Beati Paoli, non pretendevano, per regola, che gli affiliati nascondessero il volto? Necessità del segreto. E dell’impersonalità….

Oggi ci vogliono proprio negare il volto. Prima ci impongono quasi ovunque assurde mascherine. Oscene nel loro squallore. Ripugnanti a guardarle con attenzione.
Ora cominciano anche ad ordinarci di non guardarci in faccia. Per ora a Torino. E sui mezzi pubblici. Poi chissà… È già mi è capitata in mano una pubblicazione, – del governo Serbo, ma non dubito che troverà presto entusiasti fautori anche tra i nostrani caudilli – che invita ad attenersi, nei rapporti intimi, esclusivamente al “more ferarum”….


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