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Leggo un titolo sul “Mattino” di Napoli. Il “governatore” De Luca minaccia “se continua così, richiudo i confini!”. Le ragioni della minaccia, però, non mi interessano. Avranno a che fare col nuovo gioco di società mediatico, positivi, asintomatici, contagi… Sorta di monopoli per politici improvvisati e giornalisti allineati…

Mi prende, però, una certa tristezza. “Il Mattino” fu fondato a suo tempo da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. Lui uno dei più acuti intelletti critici dell’Italia da poco unita. Lei una grande scrittrice. Portarono avanti la battaglia radicale sulla questione meridionale. E contribuirono notevolmente a svecchiare ed aprire la cultura dell’italietta del tempo. Sul “Mattino” scriveva D’Annunzio. E vi pubblicò a puntate “Il Trionfo della Morte”. Il romanzo che introdusse Nietzsche nella cultura italiana…

Oggi, su quelle stesse pagine un cosiddetto “governatore” sproloquia di confini e chiusure. Manco fosse O Re Bomba. Che era un re, legittimo, e di un regno con precisi confini. Mentre la Campania è solo un’espressione geografica e amministrativa della Repubblica Italiana. Che è stato centrale e centralistico. E poi i Governatori non esistono. Non siamo nel Texas o in Arizona. Dove, comunque, i Governatori non hanno il potere di chiudere i confini. Ma in Italia. E le regioni nostre hanno Presidenti. Che , appunto, Presiedono. Non governano.

O almeno così, leggi e costituzione alla mano, dovrebbe essere. Ma non è, di fatto, più. Il Covid si è rivelato devastante non tanto per la salute degli italiani. Quanto per quella dell’Italia. Con un dittatorello che governa con astrusi DPCM, meri atti amministrativi non leggi, un Garante che non garantisce nulla, un’armata Brancaleone di ministri e tecnici che pensano a monopattini e banchi con le rotelle, un’opposizione che protesta contro le mascherine portando la mascherina… l’Italia si è rotta. Anzi è proprio andata in pezzi… E i piccoli proconsoli regionali si sono allargati. E arrogati titoli e prerogative che loro non competono.

Tutti. Non solo De Luca, che, per altro, è almeno simpatico, anche più della caricatura che ne fa Crozza. Aiutati, per altro, da un’informazione che ne continua ad enfatizzare ogni dichiarazione e decisione. Anche la più strampalata.
Non parliamo, poi, dei Sindaci, per ricaduta presi da un’insostenibile libidine di potere. Vi è chi vieta l’accesso alle spiagge dopo le 21. Orario in cui, notoriamente, si va tutti a prendere il sole. Ah già… ma il problema sono gli assembramenti. Ovvero dieci ragazzi intorno ad un falò. O una coppietta che ciula dietro le dune… E poi il virus è notoriamente notturno. Come il Conte Dracula.

Insomma, l’Italia si è decomposta. Non ce ne accorgiamo perché troppo preoccupati per le mascherine o impegnati ad ascoltare i vaticini di Burioni.
Si è decomposta ed è morta. Come Stato unitario, intendo. Ormai si deve tornare a dare ragione al Metternich. È solo un’espressione geografica. Non ha politica estera. Non ha politica scolastica, manco uno straccio di progetto per le riaperture, ogni regione, peggio ogni scuola farà per conto proprio… Unico elemento unificante, le tasse che ci tocca pagare. Ci fosse ancora il Bossi di vent’anni fa la secessione sarebbe cosa fatta. E la Padania sarebbe emersa dalle nebbie del Nord…

Ma quel Bossi non c’è più. E poi qui non è questione di Nord e di Sud… È, come dicevo, una decomposizione…
È la fine della storia unitaria. Anche perché il D’Azeglio aveva ragione. Bisognava fare gli italiani. Come cittadini coscienti di appartenere ad una nazione. Qualcuno ci ha provato. Ed è finito male. L’ultimo, forse, riposa in Tunisia…

In realtà, Conte e il Covid un certo tipo di italiano lo stanno formando. O facendo emergere. Quello che ha paura. Che si nasconde. Che subisce ogni angheria. Al Nord come al Sud.

È per questo che non riesco neppure a sognare il ritorno al bel tempo antico. Ai fasti degli antichi stati preunitari. Capisco, certo, le nostalgie dei miei amici del meridione che vagheggiano il ritorno al Bel Regno delle Due Sicilie. E, parimenti, di quelli veneti, come me, che sognano di tornare a vedere garrire al vento il Leone di San Marco. E, sinceramente, mi piacerebbe sognare con loro… Il Granducato di Toscana e i fasti medicei. Parma, Urbino ai Montefeltro, Ferrara alla Casa d’Este… L’Italia di molti popoli e molte leggi. Ma proprio per questo crogiolo di una ben più vasta cultura. Che ha formato l’Europa. E non solo.
Sarebbe bello…
Ma quegli italiani, Veneti, Lombardi, Piemontesi, Napoletani, Romani, Siciliani… orgogliosi delle loro tradizioni e identità, non esistono più. Vi è solo un volgo disperso che nome non ha, per dirla col Manzoni. Disperso e anomico. E anche anonimo. Ormai privo di tutto. Anche del volto…


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