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Mi domando che fine abbiano fatto… Dopo la fine della, cosiddetta, quarantena, lock down, segregazione che vogliate… Dopo la fase due, e finalmente tre… Con l’improvvisa scomparsa dei droni e degli elicotteri sulle spiagge, dei posti di blocco per intercettare massaie con la spesa, dei pattugliamenti per beccare nei parchi due bambini con lo skateboard o una coppietta in vena di, proibite, tenerezze…

Per loro quello era il periodo di fulgore. Di massimo impegno. In cui si sentivano cittadini modello…. Ma ora?

Sto parlando, ovviamente, delle spie da balcone delle piccole vedette di Conte, quelli e quelle che, da dietro le persiane, spiavano i movimenti dei vicini di casa e dei passanti. Pronti alla denuncia, alla delazione… Ve lo ricordate, vero? Roba da far impallidire la Russia delle purghe staliniane. La Roma delle proscrizioni sillane…. Una delle stagioni più abiette e vergognose della nostra storia recente. Una macchia difficile da cancellare. Che lascerà, a lungo, una pesante ipoteca sulla vita civile, o meglio incivile, degli italiani….
Molti, vedendo certe scene, hanno provato disgusto. Sofferenza. Ribrezzo morale….
Ma loro no. Loro erano felici. Anche perché categorie garantite. Pensionati per lo più. O pubblici dipendenti. O assistiti, reddito di cittadinanza e simili…il nuovo popolo della decrescita felice, decrescita in tutti i sensi, però. In primo luogo… mentale.

Ma ora? Con un ritorno, certo faticoso e troppo lento, alla normalità, che fanno? Disoccupati? Sono tornati a guardare Barbara d’Urso? A vedere i cantieri, ovviamente protetti da mascherine d’ordinanza? Vivono nella spasmodica attesa della fantomatica seconda ondata del virus?
Oppure fanno finta di nulla.? Si sono tornati a comportare come normali cittadini, buoni vicini di casa, paciosi e pacciimoccini? Nella convinzione che, tanto, le spiate e le infami dilazioni verranno presto dimentecate…
È una domanda che, da un po’, mi assilla… Non mera curiosità accademica. Perché implica altro. Molto di più.

È possibile davvero tornare alla normalità nelle relazioni sociali, dopo che la cosiddetta emergenza ha fatto emergere la cloaca che si celava dietro l’apparenza ordinaria?
È davvero possibile fingere che tutto sia andato bene… E dimenticare?
Me lo sono chiesto per settimane, incontrando la vicina che è tornata a salutarmi cordialmente… E che so avere chiamato i carabinieri perché giocavo a palla con mio figlio in cortile…

Parto per Trento. In treno. L’annuale WKS de Il Nodo di Gordio, a Montagnaga di Pinè. Occasione per rivedere gli amici. Dopo tanti mesi e tante solitudini..
Posti distanziati, mascherine obbligatorie…
Poca gente a bordo. Viaggiare, oggi, non è davvero più un piacere.

A Bologna sale Augusto. È sulla mia stessa carrozza. Pochi posti più in là. Non ci vediamo da ottobre. Ovviamente ci avviciniamo per un momento e abbassiamo le mascherine per i saluti. E due parole.

Una vocina chioccia e petulante.
Scusate ma qui è obbligatorio mantenere le distanze. E si deve tenere la mascherina“.
Non più giovane da un pezzo. Ad occhio mai stata bella. E neppure carina. Gli occhietti maligni che fanno capolino dietro alla mascherina griffata.
Io e Augusto ci guardiamo. E non rispondiamo.

Eccoli dove sono finiti. Appostati ovunque, su treni, autobus, per le strade… Le bimbe, stagionate, di Conte, gli alfieri della nuova moralità sanitaria alla Burioni. Gli adoratori della Capua. L’Italiano che non produce, che non vive, e che cerca di impedire agli altri di vivere e fare…
C’era da aspettarselo. Il tumore non è stato rimosso con la fase due. Ha solo fatto metastasi…


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