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Luna piena d’Agosto. Il 3 Agosto. Rischiara il cielo con insolita intensità. Nei prossimi giorni comincerà la fase calante. Che segnerà il declino dell’estate. Sino al Novilunio di Settembre. Nunzio, ormai, dell’avvicinarsi dell’equinozio.
“Nell’ aria lontana /il volto della creatura celeste / che ha nome Luna / trasparente come una medusa marina…”. Così D’Annunzio -citato a memoria, e mi scuso per gli errori – nella chiusa dell’Alcyone… Solo che questo è il Novilunio d’Agosto. Ma il richiamo alla medusa mi appare, comunque, calzante. Ché tra pochi giorni si renderà sempre più visibile il più imponente, e famoso, sciame meteoritico dell’anno. Le Lacrime di San Lorenzo, perché culminante intorno a quella festa. Lacrime di luce e fuoco. Le Perseidi, in quanto vengono dalla direzione della costellazione di Perseo. E Perseo uccise Medusa. Non una medusa, ma la Gorgone. Che aveva il potere di rendere pietra chiunque la guardasse negli occhi…
“Vegna Medusa che il farà di smalto…” così Dante nel IX dell’inferno. Davanti alle mura della Città di Dite…

Ma torniamo al Cielo. Al cielo di questo Agosto.
La Luna è piena. E se mi trovassi in montagna, o nel deserto, ovunque non vi fosse il riverbero artificiale della città, potrei contemplare lo spettacolo, unico, della Via Lattea. Sfondo di ogni altro fenomeno celeste. Uno sfondo magico. Un intenso bagliore bianco, sul quale si stagliano Luna, stelle, e riverberi dei pianeti. La vidi con chiarezza poche volte. Ne ricordo una, sopratutto. A fine luglio, in Cadore, alle pendici dell’Antelao, innevato. Perché era un’estate insolitamente fredda, altro che Canicola. E l’Antelao, coi suoi maestosi lastroni di pietra rilucente, è un 3000 metri. Nell’aria fredda e tersa cime cristallo, la nebulosa della Via Lattea si manifestava in tutto il suo splendore. E nella sua arcana potenza.
Ero un ragazzo. Rimasi lì, solo, incantato… E persi la nozione del tempo.

Ho sempre amato scrutare il cielo di notte. Senza avere, però, alcuna propensione per gli studi astronomici. E neppure qualcosa che andasse oltre un’effimera curiosità per le credenze astrologiche…
Guardare le stelle ad occhio nudo. Questo mi ha sempre attratto, fin da bambino. Ne ho poi, in parte, compreso la ragione leggendo Platone…

In questi mesi claustrali e claustrofobici, guardare il cielo di notte è stato un grande svago. L’unico, insieme alla lettura…
E continua ad esserlo. Anche perché il Cielo notturno ci parla. E, pur senza prestarvi una fede cieca e dogmatica, ascoltarlo aiuta…

Giove è particolarmente luminoso stasera. E mette in ombra Saturno. Appena un vago puntino azzurrato. Appaiono vicini. Ma non sono più, da qualche, giorno, in opposizione. Si può leggerlo come un buon segno. Di speranza. E ve ne sarebbe davvero bisogno…

Guardo il cielo. E lascio andare il pensiero. Che fugge dalle immagini, trite e stanche, della quotidianità. Mascherine, paura, guanti di lattice, paura, distanziamenti, paura… Sono stanco di parlarne. È una monotonia che mi dà ormai la nausea… Meglio, molto meglio alzare lo sguardo…

E sognare le imprese di Perseo, che le stelle cadenti cominciano a disegnare… Diana che fugge nel culmine della sua bellezza… E per un attimo mi sento Atteone. Ebbro nel contemplare la sua nudità splendente. Felice. Prima che i cani neri giungano ad azzannarmi….


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