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Mi chiede un amico, mentre beviamo caffè nel giardino di un locale di Roma
Ma tu trovi così scandaloso che Santa Sophia sia tornata una moschea?” conversazione da caffè, appunto. In un mattino d’estate.

Si divaga, il governo (o come lo volete chiamare), il Covid 19, il bonus monopattino Trump ce la farà ad essere rieletto? I figli… I cani, la giovane cameriera rumena che ci serve, con due occhi che sembrano carboni accesi… senza menzionare tutto il resto…

Poi spunta Santa Sophia. La più grande Chiesa della Cristianità a suo tempo. Poi trasformata in Moschea da Mehmet il Conquistatore, dopo che Costantino XI Paleologo, l’ultimo, vero imperatore romano, era caduto, il 29 maggio del 1453, difendendo le mura della Città. L’Urbe, Costantinopoli. İstanbul.

Ci penso un po’. Se ne fa un gran parlare di questa decisione di Erdoğan. Che restituisce al culto e alla preghiera islamica il luogo che Mustafà Kemal, Atatürk, aveva voluto trasformare in un museo… Grande scandalo dei Media. Soprattutto italiani. Certo, Erdoğan ha cattiva stampa qui da noi. Autoritario e fascista per la sinistra. Fanatico islamista per la destra. E il suo atteggiamento verso i giornalisti non lo rende certo più popolare…

No. Non mi scandalizza. Non vi trovo poi nulla di strano.
Neppure a me – replica il mio amico – Semmai era scandaloso che un luogo nato per la preghiera fosse stato ridotto ad un museo…“.

Mi sorprende. Lo so di idee più o meno radicali. E assolutamente non religioso. Ma l’intelligenza delle cose non ha colore politico. Come la stupidità…

È vero, Santa Sophia è nata per essere un luogo di preghiera. Sin dalla consacrazione, il 15 febbraio del 360. Ma non vi preoccupate.

Questa è l’ultima data. Non sto facendo lezione…
Nei secoli, molti, vi si sono inginocchiati… diaconi bizantini ed ulema, barbuti pope ortodossi e dervisci seguaci di Rumi. Per un periodo anche Crociati cattolici e marinai veneziani…. Dalle sue torri hanno suonato le campane e il muezzin ha chiamato la città alla preghiera…

Poi è arrivato Atatürk e ne ha fatto un museo. Non più fedeli genuflessi o prostrati, ma torme di turisti in sandali, bermuda e macchina fotografica…

La modernità che avanza. E l’eclissi del Sacro. Per millenni le civiltà si sono succedute e così le fedi. Sono cambiati i nomi degli Dei, i riti, le teologie… Ma i luoghi sacri sono rimasti gli stessi.

Chartres sorge su un arcano bosco sacro dei Druidi… San Pietro su quello che fu il Sacrario di Marte.

I luoghi non sono indifferenti. Hanno un loro potere segreto. E Cattedrali, Templi pagani, Moschee, Pagode non sono mai state costruite a caso… Si percepiva la sacralità del luogo.

Quanto ai Musei, la penso come Filippo Tommaso Marinetti. Sono discariche. Fosse comuni di cadaveri di una cultura morta. Prodotta da un pensiero astratto. Quindi mortifero.

No. Dico al mio amico. Non mi scandalizza né mi spaventa che Santa Sophia torni ad essere quella che è sempre stata. In fondo è dedicata alla Sapienza divina. Che assume forme molteplici e agisce per vie imperscrutabili…
Sorridiamo entrambi. E torniamo a sorseggiare il caffè. Sbirciando la cameriera che si aggira, con passo da gatta, fra i tavoli.
In fondo, siamo due vecchi miscredenti…


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