fbpx


Dopo Notre Dame a Parigi, ora San Pietro e Paolo a Nantes. Bruciano le grandi cattedrali del Gotico francese. Incendio casuale o doloso poco importa. L’incuria, per altro, sarebbe anche peggio del dolo. Perché se il primo dimostra odio – che è pur sempre un sentimento forte, una passione – la seconda rivela solo disinteresse, superficialità…. Perdita del senso della propria storia…

Quello che conta, però, è che bruciano.
E con loro, certo, bruciano i simboli della Cultura Europea, la nostra cultura, come ha scritto Augusto Grandi.
Perché il Gotico rappresenta un momento fondamentale della coscienza europea. L’ultimo momento in cui ci si riconobbe in un’identità, una narrazione comune condivisa. Senza confini. Senza differenza di religione.
Allora Europa e Cristianità coincidevano, come scriverà, molti secoli dopo, Novalis. Ed erano la sintesi prodotta dall’incontro, e, sovente, lo scontro, fra più mondi. Quello classico, innanzi tutto. Il retaggio della Grecia e di Roma la filosofia e la poesia. E quello germanico. I barbari invasori che avevano conquistato l’impero, scendendo dalle loro, fredde, dimore settentrionali sino al Mediterraneo. E venendo, a loro volta , conquistati dal Sole di quel mare. Da quella civiltà superiore, che aveva dato al mondo la legge, come ricorda Orazio nel Carmen Saeculare… Dal canto loro, avevano portato una cultura guerriera, figlia della cruenta età del ferro. Dei che combattevano, e morivano combattendo contro immani lupi, giganti delle nebbie, demoni del fuoco e del ghiaccio…

E poi c’era l’anima celtica. Quei popoli, Galli, Britanni, Gaeli, Galati che mai avevano costituito un vero Impero, ma si erano diffusi dalle grandi isole d’Occidente sino ai Balcani, scendendo al Mediterraneo e alla stessa Asia Minore. La loro era una cultura pervasa dal senso del magico e del fantastico. Dei ed eroi, certo… ma anche fate, maghi, folletti ed altri esseri del mondo incantato. Una cultura sognante, come il suono delle cornamuse.

Il Cristianesimo, giunto dal sud del Mediterraneo, si innescò tu tutto questo. E ne favorì la sintesi. Una sintesi immaginifica, della quale le Cattedrali Gotiche sono l’incarnazione nella pietra.

La topografia del Gotico non è, per altro, casuale. Non costruivano a caso, come semplice edificio per il culto annesso ad un qualche agglomerato urbano. Semmai fu il contrario. Le città crebbero dove erano le Cattedrali.

Dicono che un ruolo fondamentale lo rivestì San Bernardo di Chiaravalle. Il grande Abate cistercense, e cavaliere. L’uomo che dettò la Regola dei Templari. E che avrebbe indicato dove andavano costruite molte Cattedrali. Secondo una topografia esoterica. Magica. Bernardo era anche in fama di Taumaturgo.
Dante lo rappresenta come la sua ultima guida, in Paradiso. Che leva la stupenda preghiera alla Vergine. Desunta, dal Poeta, proprio dalle omelie di Bernardo..

Le Cattedrali dovevano segnare un preciso tracciato, disegnare una sorta di catena magica e simbolica volta a proteggere l’Europa. E a consacrarla a Maria. La Sophia divina. Di lì, probabilmente, deriva anche quello spirito che soffia nella poesia d’amore dai Trovatori di Provenza allo Stil Novo. E che va a sublimare, non negare, l’eros di Ovidio. L’amore in Grecia nuda e nudo in Roma. Per dirla col Foscolo…

Guardate una Cattedrale gotica. I pilastri svettano dalla tenebra alla luce. Le guglie si inoltrano nel cielo. Da ogni dove spuntano Santi e Guerrieri in armi. Ma anche gargoyles, basilischi, unicorni, fenici… Un labirinto di immagini. Omero e Ovidio, quello delle Metamorfosi. E le saghe, i canti germanici. Ma anche il Ciclo Arturiano. L’immaginario celtico…

E Dante, soprattutto. La Commedia è, in fondo, una stupefacente, architettura gotica. Una Cattedrale fatta di parole…

Ora le Cattedrali bruciano. E gli alfieri del politically correct, ennesima declinazione dell’ottusità, vorrebbero epurare Dante. Perché razzista. Ovvero arderne, metaforicamente, l’Opera.

Le Cattedrali, di pietra e di parole, erano state poste quasi a segnare i confini, i baluardi di quella Civiltà spirituale che abbiamo chiamato Europa.
Quando saranno solo fumo, e il fumo tornerà verso il cielo da cui le pietre hanno avuto forma , l’Europa non sarà più.
Verrà nuovamente fagocitata dall’Asia e dall’Africa. Mera appendice occidentale dell’Isola del Mondo.


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST