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Il sogno dei dittatorelli dello Stato Libero di Bananas (per rubare la definizione al nostro direttore) è un popolo che vive solo in una dimensione virtuale. Esclusivamente Virtuale. Scuola a distanza, la mitica DAD, mitica perché è un’illusione che serva a qualcosa.

Lavoro a distanza, Smart Working. Perfetto per i pigri, gli indolenti, gli sbracati, gli sciatti… Viaggi, visite a musei, teatro, cinema…. tutto virtuale.

Dal salotto di casa. Perché l’importante è evitare gli assembramenti. Ovvero qualsiasi tipo di relazione, incontro reale. Fisico. Se inevitabile, bisogna renderlo asettico il più possibile con guanti e mascherina. Asettico, ridicolo, ripugnante.

Virtuali il più possibile gli acquisti. E virtuale il denaro. Così non solo possono controllare ciò che spendi, ma anche come lo spendi. Esempio: se compri vestiti, che cibo mangi, se acquisti sex toys o katane nipponiche… Di te sanno tutto. Controllano tutto. Possono prevedere e condizionare i tuoi comportamenti. Le tue scelte.

Niente da dire. A questi il Grande Fratello di Orwell je fa na p****, per usare l’icastica espressione cara ai miei studenti coatti..

Inevitabilmente virtuale anche il sesso. E qui con molti sfondano una porta aperta. Non per nulla i siti porno vanno alla grande. E sono stati fra i primi e più entusiasti sostenitori del lock down. Con avvocati divorzisti e psicologi…

Il problema comincia con l’amore. E con gli amori. Perché intrecciarli virtualmente è cosa difficile. E assai rischiosa…
Certo già da tempo prosperano siti di incontri. Che, però, dovrebbero rappresentare solo una fase preliminare. Prima di andare sul concreto… E, comunque, sono cosa già così abbastanza triste. Poi i Social pullulano di corteggiamenti virtuali. Che restano lì, sospesi. Come foto di rose. Belle. Ma non profumano. E poi chissà da quanto tempo sono già appassite…
Insomma, in ambito amoroso , il virtuale è un palliativo. Mediocre e ingannevole.

Però, come dicevo, ha i suoi sostenitori. I timidi, i pavidi. Gli insicuri. Occhialuti impiegati del catasto che dietro la tastiera diventano Giacomo Casanova. E intrecciano folli notti d’amore con casalinghe frustrate, i bigodini nei capelli, che si sentono tante Tigri Reali di verghiana memoria, o fatali Nestoroff pirandelliane…
Ritratto di un’umanità malinconica, di solitudini e vuoto interiore…

Ma torniamo agli amori. Virtuali e reali. Tu puoi anche conoscere una donna su internet, e trovarla interessante per ciò che dice, per come lo dice. Puoi cominciare a chattare, e a entrare in una sorta di confidenza. Ma prima o poi dal virtuale devi necessariamente desiderare di uscire. A meno che tu non sia malato. O che non abbia vergognosamente imbrogliato con le foto. Ovvero postando immagini tipo Raul Bova, mentre sei il sosia di Lino Banfi. O, versione al femminile, nelle foto sei Sharon Stone, Nella realtà la Signorina Silvani di Fantozzi…

Ma se non vi sono, a monte, tali impedimenti, che cosa ti può trattenere dal cercare di passare dal virtuale al reale?

Mi accorgo che, senza volerlo, sto ponendo la domanda in modo ovidiano. E certo Ovidio, oggj, riscriverebbe la sua Ars Amatoria, rileggendola nell’era del virtuale. Ma sono pronto a partire per un definitivo esilio a Tomi, se il poeta non consiglierebbe di rompere il guscio delle chat, dei post, delle voci distanti… Che possono, forse, avere oggi il ruolo che un tempo avevano gli scambi epistolari, veicolo di grandi passioni distanti e di amori immortali… Ma Ovidio, che è un Magister arguto e spregiudicato, direbbe a entrambi, juvenis et puella, ( al di là dell’anagrafe), di passare al di là dello schermo. Di non farsi frenare dalle ombre. Che sono solo forme della paura.

Incontratevi, direbbe. E poi… quel che sarà sarà…. Un incontro deludente. Un’avventura di una notte. Una relazione. Un grande amore…
Comunque, meglio che restare nascosti dietro a uno schermo. Soli. Irrimediabilmente. Facendo felici solo il Conte Zio e i suoi tristi accoliti….
Ne varrebbe comune la pena. Se mi sbaglio sono pronto all’esilio a Tomi. Che però oggi si chiama Costanza. È una località turistica. Molto amata da russe e Ukraine….


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