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Uno dei momenti più strazianti di una separazione è quando la sera ti accorgi di aver preparato la tavola per due, ma sei solo.

Se hai una madre, mentre ti asciughi le lacrime, squilla di sicuro il telefono e arriva il consiglio: “Guardati un posto al sole!

Cosa è, ci si chiede, e si scopre che è una “soap”iniziata alla chetichella su RAI 3 già nel 1996, quando magari eri tutta presa dal lavoro, bambini, pannolini.

I personaggi che vedi richiamano storie precedenti: famiglia, amori, tradimenti, riappacificazioni. Situazioni semplici o complesse che toccano temi della più spiccata attualità.
Il teatro è una città magica come Napoli e mezzora della sua luce ti irradia ogni sera. A Napoli non piove mai!

Finché ti accorgi che mescolando il puré o cucinando la pasta o la bistecca ti sei affezionata.
Indagando esistono persino pagine facebook in cui i fans “upassini” si scambiano opinioni, sondaggi e creano amicizie.
C’è persino chi giura che è la “soap” più seguita anche dagli intellettuali!

E a parte la considerazione che ognuno vorrebbe “un posto al sole”, quello che sembrava il più assurdo dei consigli assurge, se non a Maestro di vita, quantomeno a terapeuta efficace più della mela (quella al giorno che toglie il medico di torno).

Storie che affascinano o irritano o fanno esultare o lasciano basiti e terrorizzati per episodi di violenza inaudita che feriscono i tuoi beniamini, mentre sollevi il cucchiaio della minestra.

Di sicuro i sentimenti sono quelli che riempiono il cuore e le gag degli attori hanno il sapore di una simpatia che è solo italiana.

Può succedere addirittura che l’affetto ti porti in gita a Napoli a cercare nella notte, con tua sorella, davanti ad un mare silenzioso e cupo, il Palazzo Palladini!

Allora quasi quasi ti capita che alla sera stai preparando la tavola per te Rossella, Michele, Silvia, Renato, Giulia, Raffaele, Ornella….ecc… e prepareresti anche per Ferri, seppure con una leggera titubanza.

Lascia fare alle mamme…
Di sicuro siamo di fronte ad un fenomeno di costanza “in pillole” o “in vitro”.

Ciò che la vita regala sempre di meno…


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