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Il nuovo ideale della stragrande maggioranza delle donne: essere, e soprattutto essere considerate sexy.

Ambizione, per altro, nutrita anche da molti uomini… ma questo sarebbe discorso che ci porterebbe altrove, verso i lidi del politicamente scorretto ; e lungi da noi il rischio di provocare problemi al nostro amato direttore .

Comunque oggi un po’ tutte, dalla teen ager in hot pants che sculetta sul cubo alla panterona leopardata da spiaggia, ambiscono ad essere considerate sexy. E a sentirselo dire. Complimento che, quanto a volgarità, fa sembrare il tradizionale a’bona del coatto romanesco esempio di eleganza d’altri tempi.

Perché dire a una donna “sei sexy” equivale , in sostanza, a dirle “mi ti farei”, e in termini assai più crudi.

È l’esempio non solo del crescente degrado formale nei rapporti fra uomo e donna, ma anche, anzi soprattutto dell’abruttimento della nostra esteteca e della nostra sensibilità. Dell’incapacita’di anche solo concepire qualcosa che vada oltre il sesso usa e getta.

Nell’arte e nella letteratura non esistono donne sexy. Esistono donne affascinanti, sensuali , seducenti, conturbanti. Qualità che esaltano il Femminino Eterno, e che introducono al suo mistero.

Le donne amate da Casanova erano piene di fascino, intelligenti anche, sopratutto, nell’erotismo. Mai sexy. Conquistarle diveniva impresa eroica, paragonabile a quella dell’Iliade. Poema che, per inciso, il bel Giacomo si divertì a tradurre in dialetto veneziano.

Anche le donne di De Sade non erano sexy. Neppure “La Venere in pelliccia” di Masoch. Inquietanti, seducenti, perverse. Pericolose. Mai sexy.

E la Lolita di Nabokov può risultare maliziosa, erotica, candidamente corrotta. Non sexy.

Dire ad una donna che ti affascina equivale a sfiorare il suo mistero, a chiedere le chiavi per entrare nelle stanze segrete ove le Matrone romane celebravano i Misteri di Mater Matuta. Misteri sacri e antichissimi. Interdetti agli uomini. È porsi nel ruolo del Trovatore che con il suo canto invocava il Guiderdone. La ricompensa che poteva essere anche solo un bacio, o addirittura il saluto dell’amata.

Dire a una donna che è sensuale, seducente, richiama le conversazioni brillanti d’intelligenza nei salotti di Madam de Lafayette o di Matilde Serao dove D’annunzio incontrò e conquistò, dopo non poca pena, l’apparentemente gelida principessa Maria Gravina.

Dire ad una donna che è sexy invece significa solo svilirla ed offenderla.
Il fatto che anche signore eleganti sorridano compiaciute a tale opinabile complimento diventa indicativo di quest’epoca informe.


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