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In attesa del ritorno dell’arbiter elegantiarum Vittorio Corelli, proviamo ad indicare alcuni abbigliamenti scorretti, non nell’alta società che frequenta il presidente di Electomag ma in giro per i bricchi tra le persone comuni.

Per chi affronta scalate impegnative l’abbigliamento ideale può essere consigliato da Marina Bosio, collaboratrice ed esperta alpinista.

Qui si analizzano invece i comportamenti di chi affronta percorsi in quota senza velleità particolari.

1) Andare sui ghiacciai con le infradito non è un problema di eleganza o meno, ma di deficienza conclamata. Anche se si arriva sul ghiaccio con una seggiovia e poi si comincia a vagolare senza meta.

2) Andare sui ghiacciai con le scarpe da tennis o da ginnastica è sempre da deficienti, anche se ad una gradazione inferiore. Chiunque può scegliere come suicidarsi, ma non se coinvolge i soccorritori mettendo a rischio le vite altrui.

3) Su percorsi montani più agevoli le regole di abbigliamento non esistono. Si possono scegliere i colori che si preferiscono tenendo conto del meteo. I colori vistosi sono perfetti per giornate di nebbia, ma nessuno avrà da ridire anche in giornate molto soleggiate. L’importante è che magliette e pantaloni siano comodi, che assorbano il sudore.

4) Si può inorridire di fronte a curiose mise da patelavache ma salire in montagna con la borsa elegante utilizzata per lo shopping in via Montenapoleone non è il massimo. Non si provoca ammirazione o invidia ma solo compatimento. Soprattutto se non si ha un passo da montanari ma da madamina di fronte alle vetrine.

5) In montagna il tempo cambia rapidamente e le previsioni del tempo televisive sono tutt’altro che affidabili. Ma se salite in piena estate a quote inferiori ai 3mila metri, in giornate di sole, è sufficiente che vi portiate un k-way o una mantellina che possa coprire anche lo zaino in caso di pioggia. Magari anche una felpa. Ma il cappotto con collo di pelliccia, proprio no. Non è il caso.

6) Lo zaino è il compagno di escursioni più importante. Deve contenere tutto ciò che può servire per la camminata. Cibo, borraccia per l’acqua (il vino è riservato a chi conosce bene la montagna e sa che le bottiglie pesano, si scuotono e si scaldano), maglietta di ricambio, felpa, mantellina. L’elenco di ciò che si può portare è lungo, poi si riduce man mano che ci si rende conto del peso. Non tutti sono in grado di affrontare ore e ore di cammino sui sentieri con pesi superiori ai 20 kg. Dunque non ciò che può essere utile ma ciò che è indispensabile.

7) Gli scarponi o le scarpette sono fondamentali. Comodi, con una suola che non scivoli, che non si allaghino attraversando una pozza d’acqua o un ruscello che interrompe il sentiero. Ma se si affrontano sentieri per bambini, non sono necessari scarponi iper tecnici. Così come non servono zaini adatti alle corse in montagna se si superano in 3 ore dislivelli di 300 metri.

8) Un po’ di senso del ridicolo non fa mai male.


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