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Ti aspettiamo a Piazzale Loreto

oppure

infame per te solo lame

ed altre amenità simili… . Sono stati giorni di odio e sterco virtuale.

Tutto è iniziato quando ho pubblicato una foto dei miei figli per dimostrare che l’atteggiamento delle forze dell’ordine verso i cittadini è sempre di grande disponibilità e vicinanza anche verso i figli di chi non è ministro.

Basito dall’ondata di polemiche che aveva investito il ministro degli interni per la vicenda della moto d’acqua, ho postato una foto scattata una settimana prima del giro “galeotto” del pargolo ministeriale, per dimostrare che la polizia è sempre disponibile anche verso i figli di qualsiasi cittadino. Il mio post, inaspettatamente, ha registrato quasi novemila condivisioni, migliaia di commenti e oltre 11 mila like.

Ebbene, tra i tantissimi commenti corretti (sia di condivisione che di critica) mi è arrivato addosso un mare di fango e odio letale francamente imbarazzante. Tra i tanti, quelli citati in apertura provenienti da un signore abruzzese e da una “oxfordiana” signorina romana. Parlare di vivace contrapposizione politica (peraltro io non facevo alcun rilievo politico nel mio post limitandomi solo ad esprimere buone parole nei confronti delle forze dell’ordine e spiegare come ai miei figli insegno ad avere rispetto delle divise) non basta più.

Ormai vi è qualcosa di più nell’animo di molta gente. Il clima (quantomeno a livello di contrapposizione ideologica e di aggressività verbale) è da guerra civile. Per anni ci siamo chiesti come sia stato possibile che, a fine guerra, italiani si siano scannati senza pietas tra italiani (come nell’ultima regione del Ruanda negli anni del macete). Bambini a cui vennero tolti gli occhi da vivi solo perché figli di fascisti (è successo in provincia di Ancona) o civili fucilati sommariamente solo perché accusati di collaborazionismo con i partigiani.

Poi apri facebook e capisci che l’odio becero, la rabbia immonda e profonda, il male che è in tanti uomini emerge incontinente anche nel 2019, lontano dagli echi della guerra. Un colossale “imbruttimento” umano che pone qualche riflessione su secoli di speculazione filosofica illuminista che ha tentato di convincerci sulla bontà di fondo della natura umana. E quel che è più curioso è che a pontificare sul presunto odio seminato dal ministro Salvini siano proprio quelli che mi vorrebbero appeso a piazzale Loreto o che tifano per chi devasta le auto della polizia o spacca le teste dei celerini nelle manifestazioni “democratiche”.

Come dire: guerra agli “sbirri” in nome del politicamente corretto ma guai ai bimbi delle persone perbene che osano farsi la foto vicino ai loro “eroi” in divisa.


Reader's opinions
  1. Alvise   On   12 Agosto 2019 at 12:40

    L’odio e il male albergano nell’animo di tutti. Ci vuole una scintilla per innescarli. La miccia viene accesa ogni giorno proprio da chi dovrebbe disinnescare il male. La legge, la pena e chi la applica sono le basi di una società civile. Se mancano questi presupposti si genera l’anarchia. Il malvagio si sente impunito e scatena l’odio senza freni. Occorre una profonda ristrutturazione della società non più in grado di garantire la giustizia ed il normale esercizio della democrazia.

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