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Ben detto, vecchia talpa! è l’affermazione dell’apprezzamento di un giovane rivolto al suo vecchio.
La premessa dell’evoluzione degli animali, umani o meno, sotterranei, di superficie o d’aria, poco importa, è che si realizzi il passaggio del testimone, cioè che il punto in cui è giunto il vecchio sia anche quello da cui muove il giovane.
Nell’azione conclusa c’è la forza di inerzia per l’avvio della nuova. Come nella staffetta, la velocità di percorrenza della pista di quattro atleti che si passano il testimone è minore di quella di un unico atleta: il risultato – nell’esempio, la maggiore velocità – è raggiunto.
Questa modalità di evoluzione sembra in via di abbandono da parte degli esseri umani nell’ultima manciata di anni.
L’uomo è il dominatore della Terra e di tutte le specie animali, come previsto nel disegno divino, perché ha sviluppato un aspetto vincente dell’istinto animale: sapersi adattare meglio di altre specie (in questo riconosco, con un po’ di rammarico, che l’uomo batte anche la talpa …
che comunque la sa lunga).
Se sta sviluppando la tendenza a lasciare cadere il testimone a terra (che in gara comporta l’eliminazione) è perché o l’uomo sta cedendo il passo ad altre specie animali nel suo ruolo di dominatore terracqueo (che sia la volta che noi talpe emergiamo?) oppure perché sta sviluppando una nuova, diversa, più sofisticata modalità di evolversi.
Sono portato a propendere per la seconda ipotesi (ahimè!), ma con prudenza.
L’incontro, confronto e scontro tra vecchio e nuovo, tra anziani e giovani, tra padri e figli non usa più.
La soluzione catartica di tutti i problemi – lo scontro generazionale, l’uccisione dei padri – sta per andare in soffitta (ops , in cantina volevo dire). I giovani e i vecchi non si scontrano più perché non si incontrano e confrontano più: evidentemente non serve per l’evoluzione della
specie.
Account, browser, cyber, chat, cloud, community, crossmedia, embedding, hub, hyperlink, log, blog, nerd, network, post, rank, sharing, social, tag, thread, url, topic (che sia un simil sorcio?), wiki sono gli strumenti; gli obiettivi macro sono digitalizzare l’esistente (magari per renderlo
inesistente?) e rendere il mondo definitivamente green : come si può pretendere che un giovane che padroneggia questi sofisticati strumenti ed è predestinato a raggiungere tali obiettivi immanenti possa perdere anche solo un minuto a spiegare a un anziano qual è la sua visione del mondo (cui peraltro l’anziano potrebbe anche non essere interessato per ragioni di
avvicendamento della presenza terrena)?
L’anziano ama il giovane, non lo contraddice, lo ammira (atteggiamento dell’ignorante secondo Aristotele), e soprattutto spera che la trasformazione che il giovane realizzerà, senza riconoscergli meriti per evitare di sentirsi in debito, conservi almeno ciò che gli ha garantito la felicità di una vita: il problema è che l’anziano non sa spiegare cosa sia stata la “sua” felicità
perché non conosce i lemmi con cui poter comunicare con la next generation .​
E allora quando al giovane, tormentato durante l’attraversamento del deserto della trasformazione epocale dell’evoluzione, apparirà lo spettro del vecchio che l’ha preceduto, cosa gli dirà e, soprattutto, come glielo dirà?
Il giovane dovrà prendere atto che la catena di trasmissione dell’esperienza sarà definitivamente interrotta e che ora avrebbe bisogno di fare networking con chi è andato avanti. Ma non usava più prima, e ora è tardi.
Al giovane non resterà che accettare che l’anziano, nel frattempo, è sempre più avanti: cosi vuole la natura, amen.


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