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C’era una volta.. Non solo nelle fiabe c’era una volta una data che infondeva una certezza. La scuola, prima di trasformarsi in squola, iniziava il 1* ottobre in ogni parte d’Italia, i primi 4 giorni di novembre erano di vacanza per Ognissanti, Morti e Vittoria.

L’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive vedeva il piazzale di fronte alla Fiat riempirsi di auto cariche di bagagli perché gli operai partivano, con famiglie annesse, ignorando viaggi scaglionati e intelligenti.

Erano appuntamenti fissi che offrivano la sicurezza della ripetitività. Ora tutto è saltato. Le scuole si chiudono a capocchia e riaprono quando capita. Biancofiore, che non si è mai contraddistinta per la genialità dei suoi interventi, ha proposto di riaprire le aule ad ottobre. Così si può prolungare il periodo delle vacanze, rilanciando il turismo.

Perché, ovviamente, la frenata del turismo italiano dipenderà dalla scarsa durata delle vacanze scolastiche, non dalla povertà delle famiglie italiane, non dall’aver obbligato i lavoratori ad utilizzare le ferie nel periodo in cui sono stati posti agli arresti domiciliari. Non dipende dai cervellotici decreti che rovinano qualsiasi vacanza, dagli sgherri che si sentono autorizzati a punire i baci tra fidanzati, dalle assurde differenze di provvedimenti tra Regioni e Comuni che spingono a scegliere altre località turistiche all’estero. O dai prezzi, già assurdi, che sono ulteriormente aumentati.

Lei, Biancofiore, questi particolari li ignora. Ignora che le famiglie italiane devono lavorare e non possono seguire i bambini per 4 mesi in vacanza. E non possono nemmeno tenerli a casa, in città, in attesa che le scuole riaprano. Lei, Biancofiore, è una parlamentare, dunque totalmente scollata dalla realtà delle famiglie normali.

Ma come? Ci sono famiglie che non possono neppure permettersi tata e maggiordomo per accompagnare i pargoli sullo yacht di famiglia? Ci sono famiglie che non aprono casa a giugno a Cortina o Courmayeur per chiuderla solo a metà ottobre? Mica si possono concentrare le feste tutte ad agosto come i povery. E le istitutrici, allora, a cosa servono? I pupi non possono restare in villa, a Porto Cervo, sino al 30 settembre? E se il Solinas vuole un certificato medico, gli si regala un intero ospedale così non rompe più.

È così che si rilancia il turismo in Italia, che si fanno i grandi numeri. Non con gli straccioni sulle coste della Romagna o sulla spiaggia di Ostia.

E poi, in fondo, a cosa serve questa scuola italiana? I pupi li mandiamo in qualche college britannico (la Svizzera è démodée), i figli dei povery è inutile che studino, tanto avranno un futuro da schiavi.


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