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Sabato.
Metà pomeriggio.
Come al solito di corsa e trafelata.
Con la vita che faccio devo camminare almeno un po’ nel week end.

Parto come un fulmine dopo aver spiegato ad un amico che una camminata veloce non è la stessa cosa di una passeggiata. In effetti la camminata veloce, che è una attività motoria intensa, è spesso confusa con la “classica passeggiata” che rappresenta invece una mera forma ricreativa.

E lui le confonde continuamente e mi distrae.
Sono in fondo alla via quando mi accorgo di essere uscita senza mascherina.
Ahimé!

Devo avere la stessa faccia del mio ex compagno quando andammo in canoa sulla Dordogna e lui, che non sapeva nuotare, si accorse a metà percorso in mezzo al fiume che si era dimenticato il giubbotto di salvataggio.
Non ho tempo né voglia di tornare indietro… sono rigorosamente da sola, all’aperto e sto facendo attività sportiva.
Ma mi sento strana, senza quella apnea forzata che mi rimanda di continuo aria riciclata e quell’elastico fastidioso che mi tira dietro le orecchie.

E mi sento osservata, come chi ha qualcosa fuori posto…
Sento però l’aria fresca e il vento che mi entrano nel naso e mi accarezzano la pelle del viso e del collo.
Mi riapproprio di una beatitudine quasi dimenticata e di sicuro data per scontata.
Mi sembra di sognare mentre cammino.
Tenetele pure voi all’aperto le mascherine di design!
A me piace respirare.

Domenica.
Esco a camminare di nuovo, questa volta di mattina. La mascherina nel marsupio.

Un sole splendente.
La meravigliosa sensazione del giorno prima mi impedisce di calzarla.
D’altronde, mi guardo intorno. Alcuni sportivi non la portano, solo chi passeggia in gruppo e lentamente.

Mi stupisco a fare questi pensieri che mi confermano quanto condizionino la mente certi vissuti anche brevi.
L’idea di portarla sul collo all’aperto non mi sfiora, dato che è totalmente inutile e non ho il problema degli inestetismi da doppio mento che a quanto vedo affliggono molti che la indossano in questo modo.

Ci sono poi gli irriducibili che corrono con la mascherina.
Questi mi confortano in quanto mi fanno capire che la mia propensione al masochismo è molto inferiore a quella della maggior parte della gente che mi circonda.

Davvero non lo avrei creduto.
Sono immersa nei miei pensieri quando un figuro mascherato con voce arrogante e colpevolizzante mi pone la fatidica domanda:
Niente mascherina?
No” rispondo piccata, mentre stento a crederci e vorrei essere Sgarbi e dirgli “studia le disposizioni capra!”.

Di sicuro molto benevolmente a te e a quelli come te, consiglierei la museruola come misura di prevenzione.


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