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Tra contrasti dubbi interiori insoddisfazioni sfiducia stanchezza affanno emerge la mia casa.

La mia casa ha un po’ di tutto quello che mi piace.
Piccola ma grande, evoca l’infinito.

Un giardino minuto pieno di piante che crescono da sole, la gioia della luce e del colore.
Un caminetto per l’inverno, il calore quando serve.

E’ disordinata quanto basta, la fantasia in azione.
E’ piena di oggetti e di mobili che ricordano qualcosa, la memoria e la storia della mia vita e della famiglia.
E’ piena di quadri, immaginazione che va oltre.
Ha due piani e tante stanze, la complessità che si esprime.

Ha un buon profumo, il mio.
Chi ci entra si sente accolto, la sente un po’ sua, condivisione.
Ci si può fissare a guardare qualcosa, l’incanto che sorprende.

E’ piena di musica, specialmente di fisarmonica, il movimento sensuale del tango.
Ha una panchina dove ci si può sedere la sera a guardare la luna e le stelle nel silenzio,a volte anche le lucciole d’estate, sesto senso nel buio.
Canta e balla con me, energia in movimento.

Non ci trovo mai nulla, ma all’improvviso tutto torna, sorpresa e creatività.
Se l’è cavata anche in questo periodo in cui l’ho riempita di fascicoli e scartoffie, disponibile al lavoro.
Ma non la voglio così, voglio che sia il mio Paradiso.

A volte penso che nella vita non ho fatto molte scelte giuste.
Ma la mia casa mi ha scelto.
La mia casa mi assomiglia.


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