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Raccontano che Lord Brummel facesse portare per alcuni giorni scarpe ed abiti nuovi ad un suo cameriere, appositamente scelto della sua stessa taglia. Non sopportava di attirare l’attenzione per un vestiario che apparisse appena uscito dal negozio. Lo trovava inelegante.

Perché la vera eleganza non necessita di alcuna eccentricità. Di alcun orpello. Non deve farsi notare. È l’esatto opposto della coppia di sposi coatti incarnata da Verdone e Claudia Gerini in “Bianco , rosso e Verdone”. Sempre alla disperata ricerca dell’attenzione, dell’essere visti. Dell’apparire. Ricerca inutile. Perché l’esteriorità, forzata ben oltre i limiti del buon gusto, è solo volgare. E cela, alla fin fine, abissi di banalità. E di noia.

Ma che cos’è, infine, l’eleganza? Non sono i vestiti firmati, i look più o meno stravaganti, i modelli imposti dai cosiddetti influencer… L’eleganza è un modo di essere. O c’è o non c’è. La vedi dal portamento. Dal modo di camminare. Dalla gestualità delle mani. Una donna – perché di questo si torna, infine, sempre a parlare, essendo il mistero del femminile paradigma della vita – può anche avere proporzioni e forme perfette, ma se si muove in modo sguaiato non è bella. Non vi può essere alcuna bellezza nella volgarità. Certo, può suscitare desiderio istintivo. Pulsione animale. Non ammirazione. E non amore.

L’eleganza è inscindibile dal fascino. Le donne descritte da D’annunzio, dal “Piacere” a “Forse che sì, forse che no “, sono naturalmente eleganti. E naturalmente affascinanti. È un fatto di natura. O meglio di anima. Lo stesso capo di vestiario indossato da una donna volgare e da una di “elevato sentire” – per usare un’espressione oggi in disuso , ma perfettamente calzante – fa un effetto completamente diverso.

Prendiamo un tipico oggetto del desiderio maschile: gli stivali. Portati da certe donne fanno pensare a You Porn. Divengono feticcio che suscita solo emozioni pruriginose. Ma in altri casi, rari, evocano immagini di ben altra bellezza. E sensualità. Fantasie romantiche di dee cacciatrici e caste. Scene di nobile cavalleria. La versione femminile dei Moschettieri di Dumas. Persino l’ingenuo, eppure intenso, erotismo di un cartone come Lady Oscar…

Certo, conta anche, e molto, l’occhio di chi guarda. Che deve essere capace di pura ammirazione. Non involgarire, abbassare di livello ciò che vede. Alla fine, si torna sempre allo Stil Novo. A Guinizzelli. Al cor gentile…

L’eleganza, in fondo , è intangibile. E inspiegabile. Quando la percepisci è come una rivelazione. L’anima della Donna ti si palesa come una potenza indicibile ed inaudita. È un’esperienza che segna. E sconvolge. I sensi e, ancor di più la mente. E allora comprendi davvero i versi di Catullo: Simile agli Dei mi sembra, anzi degli Dei stessi più beato, chi siede innanzi a te e ti contempla e ascolta mentre dolcemente sorridi , o Amore…


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