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Il recente Salone del Mobile, oltre ad aver battuto ogni record di presenze, ha portato a Milano tanti esempi di quel che ci riserverà il futuro, non solo nel settore dell’arredamento.

Infatti, oltre al tradizionale appuntamento al Palazzo delle Fiere cui hanno aderito decine di grandi brand della mobilia, radunati da ogni parte del mondo, si è dato luogo al Milano Design Week, un evento complesso di esposizioni distribuito in vari punti cittadini quali: Tortona, distretto storico del Fuorisalone; Bovisa, con la Repubblica del Design; Isola, nei pressi del grattacielo della Regione, sede del Design Village; Brera, quartiere storico che ha ospitato l’omonimo Design District; Porta Venezia, trasformata in spazio di installazioni e mostre di architettura; Lambrate, con una vasta esposizione a tema su economia circolare e sostenibilità; e poi “5 Vie” (casa del marketing territoriale), Nolo (distretto dedicato alla sperimentazione) e altre ancora. Un itinerario a tappe che consente di orientarsi nelle mille sfaccettature del design e dell’architettura.

La kermesse di “Zona Tortona”, confinante con la vecchia Stazione di Porta Genova a due passi dalla Darsena e dai navigli, è stata certamente quella più ricca di eventi e presenze. Nel settore Archiproducts hanno esposto numerosi importanti designer internazionali che si son cimentati nel “design esperienziale”, in un’atmosfera eclettica di eleganti tecnologie per la casa di profonda suggestione e visione onirica. Atro segmento affascinante è stato lo Smart City 2019, una raccolta di idee e di progetti di istituzioni pubbliche ispirati alla “sostenibilità” e all’Agenda ONU 2030 adottata dalla Conferenza di Parigi in tema di cambiamento climatico, dove la qualità della vita degli esseri umani nelle città del prossimo futuro è posta in posizione preminente e prioritaria.

Ad essa era collegata la “via latina” di visione alla tematica della progettazione cittadina, per sottolineare la particolare cultura italica del design che nasce dalla morfologia di molte città storiche italiane e dall’incredibile varietà di ambienti, territori e situazioni climatiche che il nostro paese offre. Promotore di questo spicchio di fiera all’aperto è stato Material Connexion Italia, la organizzazione network di livello internazionale che raccoglie e espone materiali/processi produttivi innovativi e sostenibili di ogni provenienza, con varie sedi in Europa (Milano), negli USA e in Asia, che si è ritagliato uno spazio all’interno del Superstudio per allestire il Materials Village: 1800 mq di superficie occupata da vari produttori di materiali innovativi, efficienti e soluzioni tecnologiche d’avanguardia nei settori edilizia, interior design, tessile e architettura.

A poca distanza c’era quindi BASE, un interessante esperimento sui modi di apprendimento umano applicato in numerose attività fisiche, cui i visitatori potevano partecipare in prima persona arricchendo il progetto col proprio contributo fattivo nello sviluppo di oggetti di design, oppure nella pratica dei giochi sociali, nella ridefinizione delle forma della protesta sociale in senso più pacifico o ancora nel re-design delle identità musicali mescolando antichi e moderni generi in nuovi suoni senza barriere.

Di esso era parte anche il Ventura Future, un angolo di sperimentazione sui materiali innovativi e inusuali dove sviluppare i prodotti sostenibili che i designer pongono al di là dei limiti abituali dell’ovvio delle forme e dei materiali, applicando le biotecnologie al design contemporaneo. Infine, le numerose vetrine ed esposizioni collocate lungo Via Tortona, completamente pedonalizzata durante la manifestazione, che completavano il quadro di proposte di design innovativo provenienti da ogni parte del mondo (Germania, Russia, Portogallo, Giappone, etc.). In questo ambito va ricordato lo spazio dedicato a Able Design Award, che quest’anno celebra la 10° edizione, una competizione organizzata dalle università di Kyoto, Tokyo, Tama e Milano, che porta in evidenza progetti di arte e architettura condotti dai rispettivi studenti e per l’occasione aperti al giudizio degli spettatori-visitatori della Design Week meneghina.

Nel complesso si è trattato di un’esperienza interessante e stimolante, ricca di spunti sia nell’ambito del design d’arredamento, sia nella proposta di innovatività riguardo ai temi più sentiti dalle persone o ai materiali impiegati per realizzare oggetti di uso quotidiano. Il clima che si respira è positivo, sostenuto da uno scenario espositivo coinvolgente e molto friendly, lontano dai rigori formali del Salone centrale e dai cliché delle manifestazioni di questo tipo.

Considerata la grande affluenza di visitatori, in gran parte giovani e stranieri, che per una settimana hanno affollato la capitale italiana del design, che per l’occasione rispolvera le sue migliori piazze e si arreda con installazioni e mostre all’aperto, si deve ritenere quella del 2019 un’edizione speciale e di grande successo, capace di rimarcare la centralità del design e del settore edile-arredamento nell’economia nazionale e nell’export di valore. Un segnale di risveglio della innata capacità italica di creare bellezza e far scuola nella cultura e nell’arte, ancora più “sonoro” nella ricorrenza del 500° anno della morte di Leonardo, un genio universale che proprio a Milano produsse alcuni dei suoi capolavori immortali.



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