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Ricca, ma in progressivo ripiegamento. L’immagine dell’economia valdostana presentata da Banca d’Italia evidenza tutte le difficoltà che sta affrontando una Regione alle prese con una drammatica crisi della politica locale e che resta in fiduciosa attesa di un definitivo intervento della magistratura per poter ripartire da zero.

Ovviamente l’economia non può attendere i tempi eterni della giustizia e le imprese private devono continuare a lavorare pur in assenza di una efficace politica industriale regionale. Ma non è che i privati stiano offrendo una grande immagine di efficienza, di intraprendenza, di lungimiranza. La ripresa dell’economia valdostana è partita in ritardo rispetto alle altre regioni del Nord Ovest ed ha subito iniziato a rallentare.

È vero che le dimensioni estremamente ridotte della Vallée rendono poco significative le variazioni percentuali. Dunque non è preoccupante che l’incremento delle esportazioni si sia più che dimezzato dal 2017 al 2018, ma è meno incoraggiante che quasi il 60% dell’export sia legato alla metallurgia che poi significa una sola azienda (Cogne) e poco più. Non è incoraggiante neppure il quadro dei mercati di sbocco. Perché è vero che la componente extra Ue è rilevante, peccato che sia dovuta soprattutto alle vendite in Svizzera mentre i grandi mercati mondiali (dalla Cina al Messico, dal Giappone agli Usa) sono marginali.

Ma l’analisi di Bankitalia serve anche a smontare alcune rappresentazioni di comodo sul turismo in Valle. E non per la flessione del 4,1% registrata nel primo trimestre di quest’anno, poiché la carenza di neve giustifica ampiamente il calo. Ma perché la ricerca evidenzia che non esiste un “sistema turistico regionale” bensì la capacità di attrazione delle singole località e comprensori. Così i pernottamenti sono stati complessivamente 3,6 milioni ma il solo comprensorio del Monte Bianco ha sfiorato il milione di presenze. Mentre altre località faticano ad attirare i turisti, soprattutto quelli italiani che continuano a diminuire.

Servirebbe una politica regionale aggressiva anche sul fronte turistico, sempre più determinante per l’economia valdostana. Ma invece di pensare a nuove strategie, la politica si dedica alle scommesse sulle nuove inchieste giudiziarie. E si evita accuratamente di andare al voto nella consapevolezza che dalle urne uscirebbe una pesante condanna per una classe politica che ha fallito.


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