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Sì Tav, sì lavoro, sì sviluppo. La piazza di Torino si è svuotata dopo il flash mob (chiamarla manifestazione fa tanto provinciale) e sarebbe arrivato il momento di provare ad essere onesti raccontando la verità.

In primis, le madamine non sono apartitiche ma sono pronte a creare una falsa lista civica che appoggerà Chiamparino ed il Pd.

C’è qualcosa di male? No, ma un po’ di sincerità non farebbe male.

Secondo, le madamine così poco preparate sugli aspetti tecnici ed economici dell’alta velocità sono state invece attentissime al dress code, imponendo un abbigliamento arancione in stile Soros.

C’è qualcosa di male? Assolutamente no, soprattutto perché la piazza era molto meno arancione della volta precedente.

Insomma, le pagliacciate colorate non piacciono e questo è un bene.

Terzo, la Tav serve: ma per quale motivo? Per aumentare le esportazioni verso la Francia? Abbastanza improbabile. Per aumentare i rapporti tra Torino e Lione? Possibile e credibile.

Per creare lavoro? Assolutamente credibile. Ma a questo punto sarebbe il caso di riconoscere che i prenditori italiani, e soprattutto quelli piemontesi, non sanno fare impresa, non investono e per lavorare hanno bisogno di commesse pubbliche.

La Tav creerà occupazione? Sì, ma quale? I favorevoli alla linea ferroviaria parlano di 6mila addetti. Già, ma italiani o stranieri? Perché spendere una montagna di denaro pubblico italiano per offrire lavoro agli stranieri non è una grande idea. E allora Mino Giachino, ex sottosegretario alle infrastrutture ed amico delle associazioni imprenditoriali, dovrebbe pretendere un impegno delle categorie a far lavorare gli italiani.

Quarto, la Tav sposterà il traffico merci dai Tir alla rotaia, riducendo drasticamente l’inquinamento atmosferico ed anche i rischi di incidenti sull’autostrada e sulle strade che attraversano i paesi.

Fantastico. Ma allora ancora Giachino dovrebbe far sottoscrivere un documento da parte delle associazioni di categoria con l’impegno a non utilizzare un solo Tir dal momento dell’entrata in esercizio della Tav, almeno sino alla totale saturazione del servizio ferroviario.

Quinto, la Torino Lione farà convivere trasporto merci e trasporto passeggeri? Se sì, perché da Torino a Salerno non transita un solo treno merci sulla linea di alta velocità?
In fondo sarebbero sufficienti risposte oneste a questi pochi quesiti per convincere molti tra i contrari al treno veloce. Che, alla fine, arriverà comunque.

Quando il Movimento 5 Stelle avrà fatto approvare il reddito di cittadinanza, potrà anche accettare un passo indietro. D’altronde il Pd e Forza botulino che ora accusano i pentastellati di bloccare l’opera sono gli stessi partiti che non l’hanno realizzata mentre governavano.

Ma i bugiardi non potranno illudersi. Perché se la Val Susa verrà invasa da lavoratori stranieri sfruttati, e se poi i Tir continueranno a transitare e ad inquinare, la protesta riesploderà e sarà molto più difficile contrastarla.


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