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Chiamatela mistificazione, fake news o, semplicemente, campagna elettorale.

C’è chi promette più pensioni per tutti e retribuzioni per chi è disoccupato superiori ai salari di chi lavora e chi si vanta di aver creato un milione di posti di lavoro riducendo le tasse pagate dagli italiani. Una rincorsa alla menzogna più grande. Perché – spiega Rodolfo Bosio su Enordovest – nei primi 10 mesi dello scorso anno (su questi dati si basa la mistificazione relativa alle tasse) gli italiani hanno versato all’erario 542 miliardi di euro, cioè 12,3 miliardi in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 2,3%. Questo rappresenterebbe un calo della pressione fiscale. Per giustificare la mistificazione, il governo ha spiegato che si è ridotta l’incidenza rispetto al Pil, dello 0,4%.

Dunque è il Pil che è aumentato, non le tasse ad essere diminuite. Quanto al boom dei posti di lavoro, innanzi tutto non è stato stabilito alcun record, dal momento che nel 2008 le persone al lavoro risultavano più numerose. Ma, soprattutto, le ore lavorate erano 22,8 miliardi nel 2008 e 21,7 miliardi nel 2017.
È aumentato il part time e la precarietà, si sono ridotte le retribuzioni in particolare per i giovani. E per le statistiche risulta occupato anche chi ha lavorato solo poche ore nel periodo preso in esame.
Per le statistiche 8 persone che lavorano 1 ora a testa rappresentano 8 occupati mentre se le stesse ore sono a carico di un unico lavoratore, l’occupato e’ uno solo. Ma con 1 ora di lavoro non si sopravvive, nonostante le statistiche. Non va infine dimenticato che, nonostante le rilevazioni di comodo, gli occupati italiani in età lavorativa rappresentano il 57,2% a fronte di una media europea del 71,1%.


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