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Il rinnovamento? Scordatevelo. Non in politica, dove qualcosa sta davvero cambiando, nel bene o nel male. Ma nel privato il rinnovamento appare un tabù. Lo rileva un articolo interessante comparso su enordovest, con dati di Unioncamere e Infocamere.

L’analisi è riferita agli amministratori d’impresa che, se aumentano di poco più dell’1% a livello nazionale, crollano invece nelle tre regioni del Nord Ovest, Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria.

E sino a qui potrebbe essere un fenomeno legato a ristrutturazioni societarie, a chiusure, a razionalizzazioni.

Ma il dato più significativo è rappresentato dal drastico calo degli amministratori più giovani, al di sotto dei 50 anni, a fronte di un sensibile incremento dei più anziani, compresi gli ultra settantenni.

Tralasciando la Vallée, perché con numeri così piccoli le variazioni percentuali sono poco indicative anche con sbalzi consistenti, è il Piemonte ad essere caratterizzato da un fenomeno di invecchiamento più evidente nelle stanze dei bottoni delle aziende. Proprio quel Piemonte che vede i vertici delle associazioni imprenditoriali di ogni settore perennemente impegnati a spiegare al mondo come si fa il rinnovamento, come si ringiovanisce il mondo dell’industria, del commercio, dell’agricoltura, dei servizi.

Davvero credibili, tutti questi discorsi ufficiali. Con una realtà che procede in direzione opposta, tra incrostazioni che non possono e non devono essere eliminate perché rappresentano l’elemento fondamentale per il mantenimento di un sistema che non funziona ma che deve essere preservato.

Se poi oltre all’età degli amministratori si prendessero in esame anche i cognomi e le parentele naturali o acquisite, si scoprirebbero intrecci famigliari o societari che riportano sempre alle stesse persone, agli stessi poteri.

Se il risultato fosse una crescita complessiva, si potrebbe persino far finta di nulla. Invece il risultato generale è pessimo, la crescita è più lenta e ridotta rispetto a quella della media nazionale, il tasso di disoccupazione è più alto rispetto alle altre regioni del Nord.

Ma il sistema è già impegnato per evitare che le elezioni della prossima primavera possano portare ad un cambiamento. Magari ripresentando anche politici ultra settantenni. Oppure figli e nipoti, cugini ed amanti dei soliti noti. Purché nulla cambi. Il Piemonte che ha conquistato le Due Sicilie, è stato conquistato dal Gattopardo siciliano.


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