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Se di montagna si discute a Roma, gli abitanti delle Terre Alte cominciano ad essere preoccupati. Questa volta, però, a confrontarsi sul tema sono stati invitati anche i montanari, con progetti concreti.

Abbiamo discusso di sicurezza, di prevenzione, di sviluppo economico e sociale”, spiega Davide Peluzzi, montanaro abruzzese prima ancora che alpinista ed esploratore.
Il territorio italiano – prosegue – è per oltre il 55% montuoso il che significa che la politica nazionale ignora, e non da oggi, più della metà del proprio territorio”. Viene ignorata la sua bellezza ed anche le ricchezze al di là di quelle naturali da sfruttare, come l’energia idroelettrica o la possibilità di distruggere le foreste. E vengono sottovalutati altri aspetti, a partire dalla necessità di un servizio efficiente di previsioni meteo, indispensabili non solo per la sicurezza delle escursioni, ma anche per l’agricoltura ed il turismo.

I montanari, a qualsiasi latitudine, non sono però usi ad arrendersi. E anche Peluzzi guarda avanti. A Roma ha illustrato il “movimento di pietra” che dal Trentino al Piemonte, dall’Abruzzo alle Marche “lancia un urlo di speranza attiva con la ideazione di progetti concreti”, basati sulla consapevolezza di vivere in un territorio “ricco“, non solo per le energie strategiche, ma anche e soprattutto per la cultura del popolo che lo abita, lo vive.

Uno dei progetti concreti presentati da Peluzzi è “4SEASONS WILD LAGA“, ispirato alla CARTA EUROPEA DEL TURISMO ECOSOSTENIBILE.
Un progetto strategico turistico che unirà tre regioni montane: parte dall’Abruzzo, con il futuro coinvolgimento del Lazio e delle Marche.

I settori di intervento sono numerosi, proprio perché l’obiettivo si estende sulle 4 stagioni dell’anno, con condizioni ed opportunità molto diverse. Dal recupero dei rifugi al miglioramento della viabilità, allo sviluppo di un’agricoltura biologica innovativa che, nel caso specifico, può portare al rilancio della canapa sia per uno alimentare che industriale.

Sotto molti aspetti il progetto di Peluzzi ricorda quello delle Terre Alte di Mariano Allocco, con accordi raggiunti con le Università per migliorare il livello di preparazione dei giovani che restano in montagna e per favorire la possibilità di effettuare ricerche anche lontano dalle città. E ancora intese con il Cai, con le associazioni ambientaliste, iniziative sportive che possano spaziare dal trekking al cicloturismo senza dimenticare le escursioni con sci e ciaspole.

A tutto questo si aggiunge l’obiettivo di realizzare una radio ed una tv web che superi i confini regionali ed anche nazionali.
Perché, come sostiene Daniele Lazzeri (presidente del think tank Il Nodo di Gordio che ha avviato il progetto per il rilancio delle montagne), “la speranza divampa”, ma se alla speranza di aggiunge un’adeguata comunicazione, è meglio.


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