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Tra una campagna elettorale e l’altra, Ostia rischia di morire

Il trend economico della cittadina sul litorale romano (formalmente municipio di Roma Capitale), secondo i dati Ascom-Confcommercio, è pessimo. E la colpa sarebbe della campagna politico-mediatica che ha investito il territorio prima delle elezioni amministrative del 20 novembre scorso, quando Ostia è stata paragonata a una sorta di Suburra in mano alla criminalità organizzata e neofascista, soprattutto dopo la celeberrima testata con cui un esponente della famiglia Spada, in odore di mafia, ha colpito un giornalista Rai.

Il turismo e il commercio locale tra inizio dicembre e metà gennaio hanno registrato un calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2016

Trend in discesa anche nelle vie dello shopping, meno 15%, tanto che il -10% della ristorazione appare quasi un successo.
Certo, il periodo è stato anche penalizzato dal Black Friday del 24 novembre e dai saldi del 5 gennaio, ma la crisi di fine-inizio anno ha investito soprattutto le prenotazioni alberghiere, come confermano i numeri forniti da Roma Mare Asso Hotel.

Un calo delle presenze di un quarto rispetto all’anno precedente

con cancellazioni da Olanda e Germania che in questo periodo erano una presenza sicura, ricondotto dagli operatori agli effetti sui mercati esteri dell’immagine mafiosa attribuita al litorale da molti media nazionali.

È vero che il grosso del fatturato turistico-ricettivo del lido capitolino è quello estivo, ma gli esercenti temono che l’onda negativa arrivi fino alla bella stagione e che i risultati di questo inverno pregiudichino il faticoso tentativo di affrancare Ostia dall’identità di mera spiaggia romana per farle conquistare presenze più stabili.
Stiamo vivendo gli effetti di una comunicazione negativa ed incompleta, che non ricostruisce fedelmente la realtà lidense”, commenta il Presidente Ascom Confcommercio Armando Vitali. “Per questo la città si risveglia con la voglia di reagire ad un grande senso di ingiustizia”.

Ad Ostia il fenomeno del pizzo non ha rilevanza

sostiene il progetto “Ostia sono io” animato dall’Associazione dei Commercianti, e la criminalità organizzata non controlla il territorio, i pochi casi sono stati già messi in luce dalla Procura. “I residenti sono pronti a denunciare, come è sempre accaduto nella storia di questa città, episodi di illegalità”, assicura un comunicato che ricorda addirittura i tempi di Tangentopoli: proprio al Lido di Roma, nel 1991, si svolse un anticipo dell’inchiesta Mani Pulite che stravolse il Belpaese e la disponibilità del territorio a collaborare con la Giustizia consentì l’arresto di funzionari della Pubblica Amministrazione infedeli e politici corrotti, prima ancora che a Milano.


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