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Quanto incidono gli esempi nelle fasi di apprendimento? Quanto è importante essere vicini a qualcuno più competente, più preparato, con maggiore esperienza per crescere anche professionalmente oltre che umanamente?

Una riflessione intelligente del blog enordovest che si scontra, però, con una prassi ormai consolidata delle multinazionali che hanno un quartier generale in una città e migliaia di dipendenti, compresi i quadri, dislocati in Paesi lontani.

Non bastano le videoconferenze per garantire la vicinanza. L’esempio non funziona appieno se è mediato e filtrato in mille passaggi. Vale per le imprese, ma vale anche per le università che, sempre più spesso, ricorrono a lezioni online per abbattere i costi. Manca il rapporto personale, manca quella semplice occhiata che permette di intuire immediatamente se l’allievo ha compreso o se sta vagando alla ricerca di una illuminazione.

La frequentazione, il rapporto costante, la possibilità di verificare in tempo reale le reazioni dei vertici aziendali di fronte a problemi improvvisi non sono sostituibili dalle riunioni asettiche in cui si vedono solo i volti su uno schermo.

Indubbiamente esistono anche rischi di carattere opposto.

Il n’y a pas de heros pour son valet de chambre. Ma se un top manager si sente sicuro di quello che sta facendo, non ha timori delle critiche dei suoi collaboratori. Come non ha paura della concorrenza. È anche in queste occasioni che si nota la differenza tra chi è autoritario e chi ha autorevolezza, tra chi è (o si illude di essere) il padrone e chi è un leader.
Un leader sa ascoltare e, a sua volta, sa imparare dalle esperienze di chi gli sta intorno. Ma tutto è più difficile quando ci sono migliaia di km di distanza reale. Non si consolidano rapporti, neppure umani. Tutti sono sostituibili, ed è una realtà, ma è sempre più difficile cambiare in meglio.

E se mancano i rapporti umani, conta solo l’offerta di mercato. Come in una squadra di calcio, anche in azienda non ci sono più le “bandiere”, quei lavoratori disposti a rinunciare ad un giorno di ferie se è necessario, pronti ad ogni straordinario per terminare un lavoro urgente. In cambio di un “grazie”, di una pacca sulle spalle, prima ancora che nella speranza di un aumento di stipendio.
Erano lavoratori che entravano in azienda da ragazzi ed uscivano solo per andare in pensione. Si sentivano parte di un’azienda, di una famiglia. Ora non si sa che faccia abbia il titolare, non si conoscono i vertici, non ci si incontra mai. E se la concorrenza offre un euro in più, si cambia prima di venir eliminati e sostituiti da chi è più giovane e costa meno.


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