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Netflix è nato come un’innovazione del modello di Blockbuster. Reed Hastings, il suo fondatore, è un genio che nel 1997 ha visto in Blockbuster problematiche, risolvibili semplicemente facendo una cosa diversa.

Hastings riteneva necessario che il Cliente avesse ogni sera a disposizione un film di suo gusto da vedere, cosa non sempre possibile con Blockbuster poiché la disponibilità delle copie del film che tutti volevano vedere, perché appena uscito, era sempre troppo limitata e le copie disponibili non erano mai abbastanza per tutti e poi vedeva in Blockbuster costi elevati e assolutamente marginali, come negozi, scaffali, dipendenti, magazzino etc. e poi tutti gli altri titoli di film…

Inizialmente Reed Hastings ha creato un sistema completamente nuovo, detto della “coda”. Si chiamava infatti Netflix queue, meccanismo nel quale quando ti iscrivevi e facevi un abbonamento, dovevi fare l’elenco dei film che avresti voluto noleggiare in ordine di importanza e priorità.

Non era come Blockbuster che aveva la tessera, poi andavi e pagavi… questo servizio era in abbonamento ma costava molto meno, e funzionava così: era richiesto di elencare almeno 50 film che ti piacevano: appena uno di questi risultava libero, te lo mandavano ed avevi così almeno un film in casa ogni giorno. Quindi ogni settimana, sostanzialmente il lunedì, al Cliente arrivavano cinque film della sua queue.

Paradossalmente era un’azienda di algoritmo prima di essere un’azienda del digitale. Così facendo aveva un centesimo dell’inventory che spediva da pochi centri logistici senza avere bisogno di replicarlo in molti negozi come Blockbuster, era molto aggressiva negli investimenti di marketing per trovare nuovi clienti e poteva permetterselo avendo gli altri costi minori, ma soprattutto la Clientela non poteva essere attaccata dalla concorrenza, perché era un meccanismo di loyalty che aveva costruito all’interno del modello di business.

Per cui, quando hanno digitalizzato questo modello, hanno notato che l’idea di far girare i dvd tra le case era geniale, quindi perché non provare nel mondo di internet, in modo da far vedere così i film alla gente senza attesa? Era il 2007 quando hanno inserito la sezione “Watch Now” ed inizialmente erano due aziende parallele.

Il problema del meccanismo digitale per Hastings?
Capire i gusti del singolo consumatore, perché nell’altro mondo il suo Cliente dichiarava dall’inizio quali film avrebbe voluto vedere, mentre qui la chiave è stato il meccanismo di upsell, in cui vale il concetto di up selling, ovvero quello di indirizzare il cliente ad un prodotto diverso, qualitativamente più alto, con le stesse funzionalità di base ma con un margine maggiore di spesa di quella prefissata.

Facendo così il Cliente di Hastings ha iniziato a spendere di più ma cosciente delle differenze e contento per l’affare fatto, non come per Amazon, dove agisce il classico: “hai visto questo, perché non guardi quest’altro?” sistema basato sulla tecnologia di collaborative filtering, dove in base ai tuoi gusti e a quelli di migliaia di persone che hanno visto e comprato gli stessi prodotti che hai visto e comprato anche tu, poi ne hanno comprato anche altri, quindi molto probabile quindi che piacciano anche a te.

Così Reed Hastings ha perseverato nel suo approccio innovativo e il resto è storia.


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