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Anche quest’anno, immancabili, i mercatini di Natale riempiono le piazze d’Italia.

Ce ne sono un po’ ovunque, ben in anticipo rispetto alla festività più importante dell’anno, il Natale.

Una ricorrenza che quest’anno ha bruciato le tappe e si è rivelata già a fine novembre nelle vetrine, nelle piazze e negli spot pubblicitari: si vede che l’economia non va alla grande e i commercianti in modo particolare hanno bisogno di vendere

E allora tutti in strada col berrettino rosso di Babbo Natale (non il commissario UE…), col giaccone pesante e caldo, dato che quest’anno l’inverno non ha rispettato il ciclo delle stagioni e promette di durare a lungo (sarà a causa dello spread?), e col portafoglio gonfio di denari. Perché altrimenti che ci andate a fare al mercatino? Con tutte quelle belle cose esposte…

Quest’anno Torino ne ospita addirittura tre contemporaneamente, mentre alcune vie cittadine hanno sfidato il clima e organizzano feste a tema proprio in questo scorcio di stagione, allo scopo di tenere vivo l’interesse dei consumatori.

Ovviamente non mancano i tradizionali mercatini altoatesini, fra i più antichi eredi delle fiere paesane nordiche e di ispirazione celtica. Infatti,è l’Alsazia la regione d’origine delle rassegne mercatali natalizie, sebbene fossero diffuse lungo tutto l’arco alpino, nelle città di fondo valle e crocevia dei percorsi commerciali medievali.

I prodotti disponibili nei mercatini natalizi sono i più variegati, ancorché la preferenza vada ai cibi e alle leccornie di stagione: dai dolci tipici ai frutti di bosco o secchi, dal cioccolato in tutte le qualità alle spezie più disparate, dal vino brulé al panettone. Non mancano certo gli oggetti di manifattura di antica tradizione, gli artefatti dei metalli e del legno, le porcellane o i vetri colorati. Ma vi si trova anche l’abbigliamento natalizio, gli abiti del folklore regionale valligiano, gli scarponi e cappelli da montanaro. Tutto riporta ad un’atmosfera ormai perduta di ambientazione medievale, con musiche e odori tipici del mercato di strada, che ci apre un po’ il cuore in questo periodo di bontà gratuita e di disponibilità a dare.

Non resta quindi che uscire di casa, togliersi un po’ di pigrizia autunnale e abbandonarsi fra i banchi e le tende dei mercatini, per immergersi nello struscio che scalda il corpo ma anche il cuore, assaggiando delicatezze e prelibatezze che sono lì, esposte e luminose, appositamente a ricordarci che anche quest’anno il Natale è arrivato.


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