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In tv sono comparsi gli spot pubblicitari che invitano i turisti ad andare in vacanza in Valle d’Aosta. Ma è proprio la stessa regione i cui operatori intimavano ai turisti, solo due mesi fa, di abbandonare immediatamente la Valle per non contaminare i residenti?

È la stessa regione che tuonava contro i vacanzieri che avrebbero voluto lasciare le città per trascorrere gli arresti domiciliari in Valle, nelle proprie case acquistate a caro prezzo e per le quali pagano balzelli assurdi?

Ora che si cominciano a fare i conti si scopre che lo splendido isolamento tanto splendido non è. Si scopre che gli untori non sono poi così pericolosi, se salgono in Valle e lasciano mucchi di soldi. Certo, sarebbe meglio che i turisti non arrivassero e si limitassero ad inviare un bonifico, ma si sa che in città sono poco sensibili alle necessità degli operatori turistici locali.

Quegli operatori che, ignorando i consigli degli esperti di marketing turistico, si sono ben guardati dall’investire qualche euro per fidelizzare, durante il blocco, una clientela cacciata dalla Valle.

Ora la Regione corre ai ripari, con soldi pubblici ça va sans dire. E qualcuno osa persino mettere in dubbio la genialità delle misure prese dal ministro Boccia per separare i territori confinanti. Se il genio al ministero dovesse insistere con la chiusura del Piemonte, sarà divertente assistere al controllo degli ingressi in Valle. Niente piemontesi, lombardi ed emiliani, ma potranno arrivare i liguri. Che, ovviamente, dovrebbero attraversare il Piemonte infetto e chiuso. Dunque anche la Vallée resterebbe bloccata, come si meritano tutti coloro che hanno votato per Boccia ed i suoi complici.

Ma la Valle dovrà anche pensare alla prossima stagione invernale. Se non si cacciano i dittatorelli dello Stato Libero di Bananas e la famigerata squadra di pseudo esperti, la stagione invernale non potrà neppure iniziare. Con il distanziamento che piace a Boccia ed alle pecore, si salirà da soli su una seggiovia a tre posti, si salirà in due su una ovovia da 8. In pratica ci si metterà in coda alle 8 di mattina per fare la prima discesa a mezzogiorno. E le code, con le distanze di sicurezza, si snoderanno per i paesi. In mezzo alle auto poiché i bus dovranno viaggiare semivuoti.

Forse è il caso di iniziare a pensarci.


Reader's opinions
  1. Giorgio Rapellini   On   27 Maggio 2020 at 17:34

    Completamente d’accordo con l autore peccato avere un alloggio a Cervinia da dove sono stato invitato a allontanarmi la sera del blocco

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