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Lo shopping online è approdato da diverso tempo sul web ma con la pandemia si comincia a parlare di una vera e propria rivoluzione dell’eCommerce.

L’avvento del Covid-19, infatti, ha avuto un impatto rivoluzionario sullo scenario retail. Milioni di italiani hanno comprato in rete per la prima volta. Sono stati obbligati a superare ogni scetticismo e confermare che comprare online è comodo.

Parliamo di rivoluzione perché l’eCommerce nel 2019 valeva un 7 per cento delle vendite totali. Prima del coronavirus la domanda dell’eCommerce era trainata dal settore turismo, dopo il lockdown, crescono altri settori tipo il food e beverage, abbigliamento, informatica ed elettronica.

Secondo molte ricerche, nel futuro la web economy avrà sempre un valore maggiore rispetto ai settori economici tradizionali. Nel 2020 si stima che si arriverà al 50 per cento circa della popolazione di tutto il mondo che utilizzerà i canali digitali per fare acquisti.

Sicuramente l’emergenza sanitaria da coronavirus porterà molte aziende a investire e a incentivare questa forma di acquisto. Si metteranno a disposizione, anche nei Paesi meno digitalizzati, risorse informatiche. La gestione dell’emergenza rappresenta un test nazionale senza precedenti nell’applicazione del digitale e delle nuove tecnologie da parte delle imprese italiane.

Attraverso lo Smart Working, l’impennata degli acquisti online e di strumenti quali le piattaforme di videocall e applicazioni utili a svolgere online molte delle attività lavorative comuni, stiamo comprendendo che il digitale e le nuove tecnologie rappresentano un potenziale enorme per superare le emergenze nel nostro Paese.

Sia le aziende che le pubbliche amministrazioni stanno toccando con mano le potenzialità del lavoro a distanza. Ne è la dimostrazione che non impatta affatto negativamente sui livelli di produttività. Si è compreso che, nell’amministrazione pubblica, potranno esserci importanti vantaggi da un punto di vista dei risparmi dei costi, dell’efficienza con risvolti positivi sul traffico e la tanto dibattuta questione ambientale.

L’impennata delle vendite online rappresenta per gli italiani la capacità di fare di necessità virtù. Anche chi ha meno dimestichezza con la rete sta cercando di adeguarsi per non soccombere alla situazione di emergenza sanitaria.

Anche la sanità, con il 5G alle porte, dovrà avviare teleconsulti a distanza, a livello delle strutture internazionali. Bisognerà utilizzare la tecnologia per snellire un sistema sanitario troppo burocratico. Le misure prese in emergenza fortunatamente poi diventano permanenti perché, in queste situazioni, vengono accelerati processi che in periodi normali richiederebbero anni.

La tecnologia basata su big data e intelligenza artificiale ha supportato e supporterà la Sanità e la gestione dell’emergenza. Occorrerà ancora investire nel nostro Paese perché secondo la Commissione europea, il Digital Economy and society index, l’Italia è purtroppo al ventiquattresimo posto su 28 nazioni per ciò che riguarda connettività, competenze digitali, utilizzo di internet, aziende eCommerce e servizi pubblici digitali.

Non ci rimane che trasformare questa crisi in una preziosa occasione. Dobbiamo fare in modo che il colpo di acceleratore sulle attività digitali dato dal virus non sia limitato alla contingenza, ma si trasformi in un rinnovamento strutturale e culturale di lungo periodo, sia per le aziende che per la Pubblica Amministrazione.


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