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Mentre Donald Trump preparava il suo pacchetto di dazi per favorire le aziende statunitensi a danno di quelle cinesi, russe ed europee, proprio il Parlamento europeo ratificava, il
15 febbraio, il trattato bilaterale commerciale fra il Canada e l’Unione Europea (CETA)

Un cavallo di Troia per favorire l’ingresso delle merci non solo canadesi ma anche statunitensi perché le multinazionali Usa dispongono di sedi canadesi attraverso le quali far arrivare in Europa tutto ciò che fa comodo e che fa male.

Non è un caso che le informazioni su questa ratifica suicida per le Pmi europee, ed italiane in particolare, siano state decisamente scarse

E praticamente nessuno ne ha parlato durante la campagna elettorale. Forse perché era imbarazzante far sapere che il voto favorevole al Ceta è stato assolutamente trasversale. Destra e sinistra insieme per accontentare i lobbisti dei grandi gruppi internazionali. Popolari e socialisti abbracciati in questa follia. Le uniche eccezioni italiane contrarie al trattato sono rappresentate dalla Lega, dal Movimento 5 Stelle e dalla Lista Tsipras/Altraeuropa.

E se non stupisce l’atteggiamento dei (sempre meno) grandi quotidiani italiani, non stupisce neppure la tempistica di Trump per annunciare l’introduzione dei nuovi dazi. Il presidente statunitense ha infatti aspettato la ratifica del Ceta prima di promettere la guerra sul fronte commerciale. Dunque le merci europee, insieme a quelle russe e cinesi, saranno penalizzate se proveranno a varcare il confine Usa mentre le merci statunitensi aggireranno le contromisure transitando per il Canada. Geniale.

A pagare il prezzo maggiore saranno gli agricoltori italiani, proprio quelli che, attraverso le organizzazioni di categoria, appoggiano i partiti che hanno ratificato il Ceta. E pagheranno un prezzo elevato i consumatori italiani, non in senso economico ma sotto l’aspetto della sicurezza alimentare.
Diminuiranno ulteriormente anche le tutele per il lavoro, in nome di una concorrenza sempre più spietata. Perché è vero che le retribuzioni Oltreoceano sono superiori rispetto a quelle italiane, ma le economie di scala delle multinazionali permettono di ridurre i costi complessivi rispetto a quelli affrontati dalle Pmi italiane.
Quelle più strutturate potranno aggirare i vincoli di Trump andando a produrre direttamente negli Usa, che è il vero obiettivo del presidente americano.

Più aziende, più lavoro per gli Stati Uniti

Le altre, con i titolari che han votato in massa per chi ha ratificato il Ceta, andranno incontro a crescenti problemi di sopravvivenza.


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