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Parlano di “gabella medievale” e di “provvedimento iniquo che punta soltanto a fare cassa”, e si stracciano le vesti quelli del Piddì contro il road pricing che vuole introdurre il sindaco M5S Chiara Appendino a partire del 2020.

Eppure a loro insaputa, zitti zitti, sono stati proprio quelli del partito Eschimo e Rolex a lanciare per primi l’idea di introdurre un ticket contro la mobilità privata, e per di più esteso su tutta la città. Un euro per entrare. Favorevoli? Più o meno tutti.

Correva l’anno 2005. E l’assessore alla Viabilità dell’epoca era la professoressa di matematica Maria Grazia Sestero, integerrima, rigida, inflessibile all’ortodossia di partito. Un soldato, come la ricordano le cronache torinesi.

E fu proprio lei a introdurre per la prima volta la questione in una riflessione prima smentita e poi condivisa dal sindaco dell’epoca, Sergio Chiamparino salvo, quest’ultimo, incaricare i suoi assessori Domenico Mangone e appunto Sestero a preparare un bel dossier nel 2008 che prevedeva sul pagamento per l’ingresso in centro, più o meno sulla scorta del motto “più inquini, più paghi”. Da quel momento all’interno dell’area di centrosinistra, ma in particolare del Pd, il dibattito è sempre stato serrato. Più che altro una serratura visto che da tabù divenne quasi realtà. Anche se a insaputa del Pd.

Memoria corta? Beh, andando indietro nel tempo effettivamente viene il dubbio se siano stati quelli dei cinque stelle ad aver copiato il Pd, oppure se siano stati quelli del Pd ad aver copiato i cinque stelle, in questo caso addirittura prima della loro nascita.

Un dubbio, certo. Ma mica tanto strampalato visto che, tolta la discesa in campo della coriacea Sestero, in città è dal 2005 che si parla di questo balzello da introdurre per entrare nel centro storico, arrivando addirittura a ipotizzare nel 2011 una tassa per varcare i confini di Torino tramite eco pass, manco fossimo a Shanghai.

Così è stato un susseguirsi di archiviazioni e rinvii a giudizio di un provvedimento che soltanto oggi al partito di Zingaretti appare come una mostruosità. Oggi. Perché qualche anno fa non sembrava affatto roba da matti, ma piuttosto roba di sinistra di governo. Eschimo e Cachemire.

In ogni caso non occorre corre con la memoria a prima delle Olimpiadi per capire come siano andate le cose: perché è sufficiente fermarsi al 2011 quando, evidentemente a insaputa del Pd (su suggerimento del consigliere dell’Udc Alberto Musy) spuntò l’idea di far pagare chi avrebbe varcato i confini di Torino.

Apperò. Idea un po’ Rolex un po’ Hermes, che ovviamente fece subito breccia nel cuore di velluto del Piddì, tanto che entrò perfino a far parte del programma del sindaco Piero Fassino. Esatto: proprio lui. Piero Fassino. Chiaramente sempre a insaputa del Pd.

Fu infatti la consigliera del Pd, Lucia Centillo, a chiedere al Pd di accogliere la proposta dell’ex candidato sindaco dell’Udc Alberto Musy di integrare il programma di governo con l’ipotesi eco pass esteso a tutta Torino (450.000 ingressi al giorno al costo di 1 euro) ipotesi che passò a insaputa del Pd grazie ai voti del Pd.

Eppure zitto zitto qualche anno prima fu il sindaco Chiamparino del Pd, il 27 dicembre 2007 ad annunciare (questa volta per quanto riguardava la sola Ztl) “il bonus a scalare” che sarebbe stato introdotto dall’inverno 2008-2009 per chi avesse voluto entrare in centro, una roba tipo se vuoi entrare in centro paghi.

E fu proprio il sindaco Chiamparino a rivendicare la paternità di questa idea dopo aver confermato di essere stato proprio lui ad aver affidato ai suoi assessori il compito di presentargli un dossier sulla faccenda. Brutta faccenda, soprattutto alla luce di quanto avviene oggi, con il capogruppo del Pd che definisce “medievale” l’idea dei Five Stars di far pagare un ticket per varcare il centro.

Brutta faccenda anche per come prese piede la campagna elettorale del 2011 quando Fassino, evidentemente anche in questo caso a insaputa del Pd, disse di “sognare una città in cui l’intero centro storico sia pedonale”.

Era il 2011, e soltanto nel 2013, la giunta di Fassino disse a proposito del road pricing, che sarebbe servito a ridurre lo smog: “Se ben studiato e ben adattato al nostro territorio potrebbe aiutare – riporta il quotidiano Repubblica il 10 luglio 2013 – E’ in agenda uno studio di fattibilità”.

Ah se avessimo un po’ di memoria. Ah se leggessimo i quotidiani.

…E l’orologio contro il muro segna l’una e dieci da due anni in qua, il nome di questa stazione è mezzo cancellato dall’umidità, un poster che qualcuno ha già scarabocchiato dice “vieni in Tunisia”, c’è un mare di velluto ed una palma e tu che sogni di fuggire via, e andare lontano lontano. Andare lontano”. Baglioni 1975. Poster.

Un poster come forse sognano i torinesi che non ne possono più dei cinque stelle, ma non ricordano abbastanza ciò che avrebbero voluto cancellare, e che invece si ripropone come la peperonata.


Reader's opinions
  1. Mary S   On   6 Marzo 2019 at 8:46

    Al netto di chi l’abbia pensata…e’ una cazzata! Se il PD aveva sbaglito prima ad immaginarla Chiara ha continuato… povera Torino!

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