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Non c’è solo l’Italia alle prese con uno scontro istituzionale. Anche in Europa la Commissione si scontra con il Parlamento sul fronte dell’agricoltura. I tagli previsti dalla Commissione sono pericolosi e – spiegano a Veneto Agricoltura – lo sottolineano i produttori europei di carne bovina già penalizzati dalle concessioni nell’ambito degli accordi commerciali che l’UE sta sottoscrivendo con numerosi Paesi nel mondo.

La richiesta di tagliare il bilancio della futura PAC post 2020 sta suscitando forti reazioni in tutti gli ambienti del comparto agricolo europeo.

L’ultima in ordine di tempo è quella giunta dai produttori di carne bovina che, attraverso la voce dell’Organizzazione agricola Copa- Cogeca, esprime forti preoccupazioni per le possibili conseguenze che tali tagli potrebbero avere sugli allevatori europei.

Con i redditi agricoli che raggiungono appena il 40% dei guadagni medi di altri settori dell’economia europea – si legge in una nota di Copa e la Cogeca – non è pensabile accettare la riduzione del capitolo PAC del futuro bilancio dell’UE post 2020.

Gli agricoltori sono chiamati a produrre alimenti di alta qualità, di fare sempre di più per la sostenibilità e contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. In cambio di tutto ciò vengono assurdamente proposti dei pericolosi tagli alla spesa agricola. Tagli che, tra l’altro, minacciano non solo i mezzi di sussistenza degli agricoltori e vaste aree delle aree rurali europee, ma anche l’attuazione degli obiettivi ambientali e sociali dell’UE.

Veneto Agricoltura ricorda che i tagli proposti al futuro bilancio della PAC, l’incerto risultato del processo legato alla Brexit e l’impatto cumulativo delle concessioni nei negoziati commerciali rappresentano solo alcuni degli elementi che stanno mettendo il settore europeo delle carni bovine sotto un’enorme pressione.

Da qui, dunque, la richiesta di Copa-Cogeca di non concedere ulteriori concessioni sui prodotti agricoli sensibili nei negoziati commerciali, anche perché “Un’Europa che protegge” era il motto della Commissione europea all’inizio del suo mandato.

Tuttavia, sostiene Copa-Cogeca – a distanza di quattro anni il settore delle carni bovine europeo risulta essere più che mai minacciato: “Ci chiediamo se la Commissione stia prendendo in considerazione l’impatto cumulativo degli accordi commerciali con il Canada che accresce l’accesso al mercato comunitario delle carni bovine fino a 65.000 tonnellate, il Messico di 20.000 tonnellate, combinato con gli attuali negoziati con l’America latina (blocco Mercosur) e quelli imminenti con Australia e Nuova Zelanda, dove i nostri partner commerciali si aspettano ulteriori concessioni. Non possiamo accettare di sacrificare il settore zootecnico e la sicurezza alimentare in cambio di migliori condizioni in altri settori strategici nei negoziati commerciali


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