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Panettone a Natale e Colomba a Pasqua facevano parte della tradizione italiana. Pressoché esclusivamente italiana

Ma quando gli emigrati italiani hanno potuto disporre di trasporti efficienti e non troppi costosi, i prodotti del Bel Paese hanno cominciato a diffondersi nel mondo. Prima nei gruppi di italiani all’estero e poi direttamente tra gli stranieri.

Così quest’anno la Maina, azienda dolciaria di Fossano (Cuneo), ha visto crescere del 20% le richieste dall’estero di prodotti da ricorrenza pasquali

Colombe, innanzitutto, ma anche i prodotti di pasticceria che Marco Brandani, amministratore delegato della Maina, ha recentemente introdotto nella gamma aziendale.
In particolare quest’anno sono i mercati di Gran Bretagna, Svizzera e Stati Uniti a far registrare i maggiori incrementi nelle vendite. Nel complesso, però, sono 46 i Paesi serviti dall’azienda piemontese. Il crescente interesse inglese è dimostrato dalla richiesta di alcune catene della Grande distribuzione organizzata di avere prodotti della Maina a marchio del supermercato, a fianco di colombe e dolci con il marchio dell’azienda piemontese.

Piace, agli italiani ed agli stranieri, la qualità sempre elevata delle produzioni Maina

Che si tratti di panettone e pandoro a Natale (quasi 20 milioni di pezzi venduti nell’ultima stagione) o delle colombe pasquali (6,5 milioni nel 2017 e quest’anno si supereranno i 7 milioni).

Una crescita resa possibile da un investimento di 20 milioni di euro che ha consentito di ampliare l’azienda, innovare i macchinari, aumentare la produzione. Ora Maina dispone di un’area di 100mila metri quadrati di cui 39mila coperti. E ha la possibilità di far crescere la produzione di pasticceria in modo da andare al di là dei soli prodotti da ricorrenza. Che, comunque, garantiscono all’azienda di Fossano il secondo posto in Italia con una quota di mercato del 17%. Per un fatturato lordo che lo scorso anno ha raggiunto i 100 milioni di euro con un incremento del 6% e con una quota export del 16%.

Marco Brandani, però, non si accontenta. Nascono nuove idee, nuovi prodotti

D’altronde la capacità di anticipare il mercato ha sempre caratterizzato anche il padre di Marco, tutt’ora in azienda. Nel 1989 la Maina era stata infatti la prima industria dolciaria non del Nord Est ad avviare la produzione del pandoro. Una scelta che si è rivelata vincente.


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