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Il mercato immobiliare si interroga sui cambiamenti determinati dalla gestione terrorizzata dell’emergenza virus. In teoria la carcerazione di questi mesi dovrebbe favorire la ricerca di appartamenti di maggiore dimensione. Le famiglie costrette a vivere ristrette si sono rese conto dei disagi. Peccato che per acquistare alloggi più grandi servano molti più soldi rispetto a quelli di cui dispongono le famiglie italiane.

E poi vanno aggiunti tutti i balzelli imposti dallo Stato nazionale e dagli enti locali. Diventa dunque difficile ipotizzare un vero boom. Ma il cambiamento riguarderà soprattutto il mondo del lavoro. Quanti uffici diventeranno inutili, o comunque sovradimensionati, con l’estensione dello smartworking o del telelavoro? Anche perché sarà difficile tornare indietro, quando i lavoratori si saranno abituati a non spostarsi più da casa.

Niente più open space, ed anche questo determinerà una modifica nell’organizzazione del lavoro. Non basterà collocare qualche mobile per separare gli ambienti più vasti ma, all’opposto, non si potrà più far convivere più lavoratori in stanze piccole, poco luminose, scarsamente areate. Difficile anche la sopravvivenza del coworking, troppi rischi di violare le distanze imposte dai sedicenti esperti.

Ovviamente i datori di lavoro si augurano che l’emergenza venga superata rapidamente. Ma i dittatorelli dello Stato Libero di Bananas vogliono far proseguire l’emergenza il più a lungo possibile. In tal caso il mercato immobiliare dovrà individuare delle soluzioni. Perché i piccoli uffici avranno difficoltà a trovare mercato. E lo stesso vale per i piccoli appartamenti ad uso abitativo. Chi la possiede continuerà ad abitarci, non potendo permettersi una maggiore comodità. Ma non saranno particolarmente appetibili, se non da altri lavoratori caduti in povertà.

Potrebbe crescere la domanda extra urbana, ma solo se il servizio sanitario verrà riorganizzato tenendo conto dei territori periferici, se i trasporti verranno adeguati e se aumenterà la capacità imprenditoriali delle aree non urbane.


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