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Domani i gilet jaunes torneranno in piazza per una protesta che ormai esula dagli aumenti di benzina, luce e gas ma coinvolge direttamente tutte le politiche economiche di Micron e del primo ministro Philippe.

La coppia, ai minimi storici di popolarità, ha cercato di placare la rabbia dei paysans annunciando che la tassa ecologica sarà sospesa per sei mesi, poi per l’intero 2019.

Non è bastato poiché ormai il disgusto nei confronti del pessimo Micron ha coinvolto tutte le categorie, tranne i bobo parigini, la gauche caviar che tanto apprezza le politiche per ricchi messa in atto dal governo di En marche.

Non sono più soltanto gli agricoltori e chi vive in provincia a scendere in piazza. Alla protesta partecipano anche gli studenti mentre è diventata simbolica l’immagine dei pompieri che si girano di schiena ostentando le terga al passaggio di Micron.

Ovviamente i media di servizio svolgono il lavoro sporco per il presidente, mescolando lavoratori in collera e casseur arrivati dalle periferie parigine.

Ma i due terzi della popolazione francese continua a condividere la protesta mentre il gradimento per Micron è ormai di poco superiore al 20%.

Il governo prende tempo, passa dalla promessa di un rinvio alla disponibilità a discutere interventi diversi. Ma di concreto non c’è nulla.

Un po’ come in Italia, in fondo. Con la sostanziale differenza che il popolo transalpino è sceso in piazza contro la tassa ecologica mentre quello italiano è rimasto indifferente di fronte alla stangata che punirà chi acquista le auto nuove di costo minore.

Una assurdità, che penalizza i meno ricchi. Politiche che non sono in linea con una decrescita felice ma, più semplicemente, con una infelice approssimazione nell’affrontare i problemi.

E non si tratta di aiutare o meno un gruppo come Fca che ha portato all’estero sedi legali e fiscali, che ha imposto uno stile americano alle vetture.

Le utilitarie del gruppo saranno prodotte all’estero, dunque sono privi di senso gli strilli di protesta dei sindacati abituati a tacere di fronte allo svuotamento di Mirafiori.

Ma la batosta colpirà gli automobilisti, non i lavoratori. Così abituati ad essere puniti, gli automobilisti, da essere rassegnati di fronte a rincari ingiustificati della benzina, a stangate per le assicurazioni ed ora di fronte alle misure contro chi non può permettersi un’auto elettrica.


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