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All’alba di mercoledì 27 giugno, la Guardia di Finanza ha sequestrato un’autentica fortuna a Elisabetta, Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente moglie, cognato e suocero dell’ex leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini.

I tre sono anche indagati dalla magistratura per riciclaggio e autoriciclaggio.

Secondo la Procura di Roma i tre congiunti dell’ex Presidente della Camera dei Deputati hanno ricevuto profitti illeciti per sette milioni di euro da Francesco Corallo, l’imprenditore catanese diventato miliardario con la concessione statale per le macchinette mangiasoldi. Corallo è stato arrestato il 13 dicembre nel paradiso fiscale di Sint Marteen con l’accusa di aver sottratto all’Italia oltre 250 milioni di euro.

Adesso l’inchiesta ha coinvolto anche lo stesso Fini, indagato per concorso nello stesso reato, che ha dichiarato al settimanale L’Espresso: «L’avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, ieri come oggi».

Di certo il rottamatore di An si riferisce all’archiviazione dell’inchiesta del 2010 sul caso dell’appartamento di An a Montecarlo. Tuttavia sembra che questa inchiesta – secondo quanto riportato da notizieinmovimentonews – sia stata riaperta “dopo la scoperta che Giancarlo Tulliani aveva acquistato quella casa, nel 2008, con soldi versatigli segretamente dalle società offshore di Corallo, per poi dividere il ricavato con la sorella Elisabetta, che ha incassato personalmente almeno 739 mila euro”.

Lo stesso sito riporta anche l’elenco dei beni e del denaro sequestrati. Una fortuna, come si diceva, che proietta un’ombra ulteriore sul personaggio nelle mani del quale Giorgio Almirante aveva posto il destino della destra politica italiana.


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