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Mentre le vacanze di fine anno riportano all’attenzione generale le principali stazioni sciistiche nazionali, la montagna meno nota e meno sfruttata rialza la testa e prova a farsi ricordare.

Prova a spiegare che non c’è solo lo sci, non ci sono soltanto ristoranti costosissimi (pur se non di eccelso livello), sfilate di abiti di lusso nelle località più celebrate da media privi di fantasia e di cultura.

Giornali e tv, anche per pigrizia, si limitano a citare all’infinito gli stessi luoghi. Troppo spesso il merito è solo degli uffici stampa che sanno promuovere persino il nulla. Costano, ma rendono in termini di immagine.

Sul fronte opposto si collocano, invece, le montagne meno famose, meno sfruttate turisticamente e che, magari, gradirebbero qualche visitatore in più, possibilmente civile e rispettoso, in grado di apprezzare la natura, di interessarsi alla storia delle località, di affascinarsi di fronte a tradizioni e costumi.

Una montagna che ricorda come le Terre Alte, in Italia, non siano solo le Alpi. Il Gran Sasso e l’Abruzzo, ad esempio, attendono una valorizzazione intelligente, non deturpante, che tuteli l’ambiente e che consenta ai Montanari dell’Appennino di vivere decorosamente sul proprio territorio.

In fondo, però, gli Appennini godono già di una non piccola notorietà. Chi sta peggio, decisamente peggio, sono le località di montagna della Sardegna. Penalizzate già dalle difficoltà per raggiungere l’isola. Aerei costosi ed elevate tariffe per l’affitto di un’auto oppure traghetti costosi per arrivare in auto? E poi una viabilità del tutto inadeguata per arrivare a destinazione. Sì, ma dove?

La promozione della montagna sarda non è carente, è proprio inesistente. Tutto un turismo da inventare. Magari decidendo prima quale tipo di turismo si vuole sviluppare. Ambientale, culturale, di quale livello?

Per quanto riguarda, invece, le Alpi, è meritorio il lavoro di Mariano Allocco che cerca in ogni modo di tramandare le tradizioni delle montagne occitane. Non il folklore, bensì la Storia. Storia anche istituzionale, di trattati, di codici, oltre a testi di canzoni dei trovatori che non celebravano solo l’amor cortese ma pure quello decisamente carnale.

Il tutto unito ad iniziative per portare in alta quota una formazione di alto livello.


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