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Si è svolta ieri l’assemblea dei delegati Enasarco e sono emerse numerose criticità. Pubblichiamo la dichiarazione di voto dell’Usarci, l’associazione degli agenti di commercio.

I problemi sono evidenti e riguardano vari aspetti dell’attività di Enasarco.

Signor presidente, questa è la prima Consiliatura nata da una competizione elettorale che avrebbe dovuto dare maggiore democraticità e partecipazione agli Agenti di commercio.
Essa è nata in seguito a una deludente partecipazione al voto degli Agenti e una ancora peggiore delle ditte mandanti, nonostante gli enormi sforzi e un notevole dispendio economico profuso da tutte le Coalizioni che hanno partecipato alla tornata elettorale al fine di coinvolgere la Categoria in quella che è la gestione del proprio fondo pensione che, ricordiamolo, nel recente passato è stata ripetutamente coinvolta in vicende giudiziarie e poi in articoli giornalistici poco edificanti.
Abbiamo ben chiaro che l’elezione degli Organi della nostra Fondazione, che complessivamente gestisce risorse finanziarie prossime agli otto miliardi di euro, si giocano su numeri di consenso decisamente modesti. Il rischio che il nostro sistema di democrazia a suffragio universale possa diventare vulnerabile a scalate che nulla hanno a che vedere con la Categoria è serio e concreto.
Questo argomento, di assoluta importanza, doveva rappresentare un importantissimo tema che proprio questa Consiliatura avrebbe dovuto affrontare e risolvere per assicurare gli interessi degli Agenti di commercio, dei consulenti finanziari e quello delle mandanti, che insieme a noi contribuiscono e gestiscono la Fondazione; ma assolutamente nulla è stato fatto, e questa è una gravissima mancanza che rischia di mettere a repentaglio il governo dell’Enasarco, il suo futuro e la buona gestione dei fondi.
Non possiamo rischiare che la nostra Fondazione finisca nelle mani della speculazione e su questo tema ci aspettiamo delle risposte concrete in tempi brevi.
L’Usarci si è presentata alla passata competizione elettorale all’interno di una squadra importante, con compagni di viaggio coesi e convinti, la Fnaarc, la Fiarc, la Fisascat-Cisl, l’Anasf, la Confcommercio, la Confindustria, la Confesercenti, la Confcooperative, che insieme avevano realizzato e condiviso un programma comune di riforme in favore della Categoria e della trasparenza, una delle quali era proprio quella relativa allo Statuto.
Ancora, sembra che l’allarme del continuo e inesorabile assottigliamento del numero degli Agenti di commercio contribuenti, circa quattromila in meno all’anno, non sia considerato prioritario e non meriti attenzione, provocando un continuo peggioramento del rapporto attivi/pensionati.
Nemmeno si è fatta una riflessione sull’aumento di società di agenzia e, con esso, la possibilità che si possa aprire la contribuzione anche agli amministratori delle S.r.l.
A distanza di due anni, dei temi importanti presenti nel nostro programma nulla è stato fatto; per esempio, non è stato affrontato il tema sanitario intorno al quale sono state fatte tante promesse in campagna elettorale.

Si è costruito un programma di incentivazione e contribuzione alla formazione professionale, che però ha tagliato fuori la formazione specifica nei vari settori merceologici nei quali opera veramente la Categoria; sono state escluse le Università e i corsi online, che invece sono più appetibili e fruibili per chi può dedicarsi allo studio solamente oltre l’orario normale di lavoro.
Il ricambio generazionale e la sua agevolazione sono rimasti lettera morta, così come rimangono lettera morta i rapporti con i giovani delle scuole e delle Università, che rappresentano il bacino più prossimo al mondo del lavoro.
Per non parlare del metodo adottato dalla Fondazione volto a garantire ai nostri colleghi più sfortunati la pensioni di invalidità, rifiutate dai medici designati dall’Enasarco, anche a chi è già stato dichiarato inabile dall’Inps.
Sul tema polizza sanitaria, poi, è meglio stendere un velo: non è tollerabile la continua richiesta di certificati e documenti inviati più volte, al solo fine di sfiancare i richiedenti, trasformando un diritto che la Fondazione paga alle compagnie assicuratrici a caro prezzo in un calvario per gli Agenti.

Abbiamo un patrimonio immobiliare deteriorato e in gran parte sfitto, gestito senza efficienza e che pesa sul bilancio dell’Enasarco come un “mattone”, il che si traduce in pensioni più basse e contributi più alti; eppure nessun piano organico di riqualificazione è stato nemmeno messo in discussione. I nostri immobili sono davvero immobili, urgono decisioni.

Sulle sedi Enasarco, sulla loro riqualificazione e soprattutto sul loro reale ruolo, nulla si è fatto. Solamente la sede di Milano ha avuto attenzioni e parrebbe che sotto i riflettori siano entrate, senza un comprensibile perché, le città di Lecce e Palermo, come se intere regioni o altre città del nostro Paese, pur con grandi capacità economiche, non meritino attenzioni.
Signor Presidente, questo modo di gestire ha portato un solo risultato tangibile, vale a dire il deterioramento, lo sfaldamento e la scomparsa di una coalizione, quella che l’ha voluta alla guida della nostra Fondazione.
Le geometrie variabili, Sig. Presidente, non hanno dato frutti.
La tentazione di astenerci dalla votazione alla quale saremo chiamati tra poco, signor Presidente, è grande; ci distoglie da ciò solamente il senso di responsabilità e il pericolo che un commissariamento della Fondazione possa giovare solamente a chi non ha davvero a cuore gli Agenti di commercio.
Siamo al giro di boa di questa Consiliatura. Occorre senso di responsabilità e bisogna rimboccarsi le maniche dando davvero corso alle promesse fatte per iscritto e non, alo scopo di realizzare ciò che la Categoria si aspetta da tutti noi, senza compromessi nè tatticismi.
Per tale motivo, proprio perché vogliamo provare a crederci ancora, perché speriamo in un’inversione di tendenza, perché dobbiamo proteggere i risparmi di tutti i nostri colleghi dalla speculazione e dagli interessi che non sono nostri, perché crediamo che ciò che avevamo concordato nel nostro programma sia ancora realizzabile, l’Usarci darà anche questa volta un voto favorevole all’approvazione del bilancio”.


Le opinioni dei lettori
  1. Osvaldo Carusi   On   29 Dicembre 2018 at 10:53

    Fin tanto che gli ELETTI non sono uomini PARTECIPI, RESPONSABILI e CAPACI [passato e presente lo dimostrano] nulla potrà c a m b i a r e. Noi pensionati che contribuimmo ad accumulare un patrimonio sempre più svalutato grazie ai MISERRIMI OMETTI del passato, perché non abbiamo diritto di voto?????
    “Partecipazione” bella ed inutile parola assente nel vocabolario ENASARCO.

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