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Genova, il porto della Svizzera. Non è solo una battuta, quella di Marco Bucci, sindaco della Superba. È una realtà consolidata da tempo e destinata a rafforzarsi quando (quando?) verrà realizzato il Terzo Valico per un collegamento rapido tra la città ligure e Rotterdam.

Nel frattempo, però, nulla vieta di rafforzare la collaborazione tra Genova e Lugano, tra la Liguria e la Svizzera.

I settori di intervento sono numerosi, a partire dal turismo che è forse il tema più semplice da affrontare. Nessuna concorrenza per evidenti ragioni geografiche, un flusso destinato ad incrementarsi. La collaborazione, sancita dai primi cittadini di Genova e Lugano con la firma di un apposito patto, si estenderà però anche alla sanità, alla cultura, alla ricerca, alle merci. Ma anche alla finanza, considerando il peso di Lugano in questo ambito. A tutto campo, insomma.

E sotto la Lanterna si riuniranno il prossimo anno i rappresentanti di Italia e Svizzera per un Forum tra i due Paesi, in particolare su temi legati ai trasporti ferroviari e marittimi.

Si tratta, ovviamente, di un ottimo successo ottenuto dal sindaco di Genova. Ma è anche un segnale alle altre città del Nord-ovest che, a parole, hanno sempre rimarcato l’utilità di una riproposizione in chiave contemporanea di quello che fu il Triangolo Industriale, con Torino, Milano e appunto Genova. Parole a vuoto.

Così come si è rimasti a livello di chiacchiere, e di convegni utili solo a sprecare risorse pubbliche, per il progetto che avrebbe dovuto portare a una più stretta collaborazione tra Piemonte e Liguria. Il massimo risultato è stato il progetto del nome (orribile) della nuova marco regione: Limonte.

D’altronde non era migliore la sigla inventata per una riproposizione del Triangolo Industriale: GeMiTo, dall’unione delle sigle delle tre province.
Non se n’è fatto nulla. Solo carta inutile.

Sono anni che tutto si riduce a carta inutile. Basti pensare al progetto per un nuovo tratto autostradale e tunnel tra Piemonte Sud e Liguria occidentale, in modo da alleggerire la trafficatissima autostrada dei fiori. O la Cuneo-Nizza ferroviaria sempre da rilanciare per togliere un po’ di auto dirette verso Sanremo e Ventimiglia. Per non parlare delle troppe discussioni sul retroporto di Genova in territorio piemontese.

Inevitabile che la Superba ora si muova da sola, stringendo accordi con partner più credibili, come Lugano.

In attesa che anche a Torino scoprano una cultura diversa da quella politicamente corretta è apprezzata solo all’interno della cinta daziaria dagli appartenenti al sistema di potere.


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