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Michele Geraci, l’uomo delle missioni impossibili.

In qualità di Sottosegretario allo Sviluppo Economico – spiega – sono in partenza per un viaggio istituzionale che toccherà Washington, Boston e New York, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti economici con gli Stati Uniti, terzo Paese nella classifica dell’export italiano. In particolare, intendo affrontare con alcuni membri dell’Amministrazione Trump il tema dei possibili dazi che potrebbero colpire le aziende italiane e spiegare le pesanti conseguenze che avrebbero sul tessuto industriale italiano, in particolare nei settori automobilistico e agroalimentare, che rappresentano alcune delle nostre eccellenze industriali.

Dunque toccherà a Geraci far comprendere agli americani che non possono pretendere di penalizzare l’Italia per poi chiedere sempre all’Italia di pagare un prezzo elevato per le sanzioni contro la Russia imposte proprio dagli Usa e dai loro servi sciocchi in Europa. Magari sono spiegazioni che sarebbero toccate al premier Conte, oppure a Salvini e Di Maio.

Invece ci proverà Geraci che, oltre a litigare sui dazi, dovrà anche discutere “con alcuni delegati al Commercio USA dell’inizio delle negoziazioni del Trattato di Libero Scambio tra Stati Uniti ed Unione Europea, riaffermando ancora una volta per rassicurare il nostro tessuto produttivo, che il settore agricolo non sarà compreso in questo Trattato, che invece riguarderà i beni strumentali”.

La visita negli USA sarà anche l’occasione per ascoltare le imprese italiane che operano negli Stati Uniti, per capire eventuali difficoltà e pianificare quindi possibili sostegni e soluzioni ed incoraggiare le start up italiane, che l’11 luglio inizieranno gli stage all’estero previsti dal “Global Start Up Program”, programma che Geraci ha promosso personalmente con l’ICE, con l’dea di consentire alle nostre start up di fare quel passo di upscale difficile da fare in Italia, sviluppando prodotti con le loro controparti americane e avendo accesso a canali di finanziamento molto più sviluppati di quelli nostrani.

Durante la visita – conclude il sottosegretario – incontrerò alcuni protagonisti della business comunity e illustrerò direttamente le iniziative economiche del nuovo Governo Italiano ad alcuni tra i più influenti con i Think Tank ed Università americane, quali Aspen Institute, The Heritage Foundation e Harvard University”.


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