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L’attuale situazione politica Europea e Italiana mi permette di fare alcune riflessioni sulla attuale scomposizione della Destra storica Italiana e la sua deriva liberale e non liberista. Perché distinguo i due termini? Liberale oggi è una definizione vuota di significato, vuol dire molte cose ed il contrario di esse, ed è utilizzata anche da formazioni politiche che di liberale non hanno nulla, ad esempio i “liberal Statunitensi”


Liberista, invece, è decisamente più specifica, specialmente in ambito economico, in estrema sintesi, l’esatto contrario della visione statalista keynesiana. In effetti, il liberista tende alla creazione di una struttura politico economica libera e più efficiente possibile.

Ebbene, oggi nel nostro Paese coesistono sotto l’etichetta “destra” tre formazioni politiche, tralasciando gli estremisti “duri e puri”, che in realtà si rivolgono a platee diverse e nostalgiche di elettori, che spesso si trovano in contrasto sulle idee fondatrici della Destra Storica Italiana. Analizziamole insieme.

Forza Italia mantiene obiettivi economici e politici liberali, purtroppo non condivisi dalla mentalità dell’italiano medio, e strizza spesso l’occhio ai Democristiani trasformisti di antica memoria. Risultato? Le idee liberiste si perdono nella definizione spuria di centro destra, che, nei fatti, non significa nulla per chi deve votare, essendo una definizione “buona per tutte le stagioni”, perdonatemi la semplificazione.

La Lega. Dalla fondazione ha perso la matrice liberista per diventare un partito “populista” nel senso più ampio del termine. La “forsennata” ricerca di consenso elettorale del buon Matteo Salvini, ha portato la Lega a “imbarcare e cavalcare” la protesta generica di elettori che, per motivazioni diverse, scontento, delusione e critica generica delle istituzioni, nulla hanno a vedere con l’etica Liberista, ed hanno, purtroppo, la debolezza della mancanza di coesione e l’infedeltà dovuta alla mancanza di proposte concrete ma solo, come denominatore, la protesta fine a se stessa e non propositiva. La recente alleanza con i 5 Stelle e i richiami, clamorosamente sbagliati, al “prendere il posto di Berlinguer” dimostrano l’inconsistenza della visione politica al di là di un domani incerto e vicino.

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. La Giorgia nazionale dimostra nei fatti che esiste ancora una destra propositiva e legata a idee liberiste corrette e, soprattutto, fattibili, sia dal punto di vista politico che da quello economico/sociale. Però paga un prezzo pesantissimo dovuto alla scelta di figure rappresentative di un passato confuso e fatto di opposizione “urlata”, sintomo classico dei piccoli partiti che non riescono a pensare in grande, anche se, devo riconoscere che ha finalmente imboccato la strada del Partito di governo.

Dunque, il futuro che io vedo nella Destra di Governo, è difficile, ma finalmente possibile, eliminando le zavorre del recente passato e portando avanti le necessità della classe produttiva Italiana, quella vera, che oggi soffre la inaccettabile pressione statalista, fiscalista e assistenzialista.

Mi auguro che i tre leader riescano a riunire i punti di forza comuni e preparino una generazione nuova di ragazzi che credano nella libertà nel lavoro, nella Cultura intesa come tradizione e nell’Orgoglio di essere Italiani.

Il futuro è qui, a portata di mano, in questi mesi difficili, che saranno anni duri, ma che, proprio per questo, necessitano di avere persone, donne e uomini, con le idee chiare riguardo al futuro.


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