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Gira voce che si ricominci forse a settembre, on-line. E ci si chiede se il governo abbia una benché minima idea dell’impatto sociale, economico e culturale di una simile scelta. Non si può fare di tutti gli studenti un fascio, né sottacere del divario sociale e dei problemi socio-familiari che deriverebbero.

La prima classe della già bisfrattata scuola primaria non può in alcun modo essere frequentata on-line. Occorre il contatto e l’approccio diretto con l’insegnante che non è uno, ma diversi, e rappresenta il primo approccio al metodo di studio che formerà l’alunno per sempre. Né si può pensare che tutte le famiglie abbiano computer e connessioni disponibili specie se il bilancio familiare è magro o inesistente grazie alla perpetua quarantena che ha fatto perdere a troppi il lavoro.

Né si può pensare ai disagi psicologici che già affrontano i bambini, oltre agli adulti, rinchiusi in appartamenti pensati piccoli e senza verde per inseguire guadagno e mercato soprattutto in città come Milano. In tali topaie si annidano nervosismi, frustrazioni, esaurimenti che in condizioni normali non ci sarebbero e che minano la tenuta familiare e sono pericolosi per grandi, vecchi e bambini. In quegli angusti spazi dovrebbero anche studiare?

E cosa dire delle scuole tecniche dove la pratica è fondamentale e non può essere sostituita dal web che, dopo 20 minuti di attenzione, rincitrullisce un adulto figurarsi chi ha voglia di vivere, di saltare, di giocare, di uscire? Comunque sia lo studente di scuola superiore può gestirsi meglio di uno della scuola primaria.

E i genitori che devono lavorare o cercare lavoro per portare il pane potranno assistere costantemente alle lezioni? E quante incomprensioni sorgeranno con gli insegnanti? E con le aziende? E quanto costerà lavorare da casa ammesso che si possa? Chi da’ da mangiare a queste famiglie? Chi eviterà una bomba sociale? E poi c’è da ridere col bonus babysitter: lo stato paga due mesi forse ma tu l’assumi con contratto e contributi tutto l’anno e con quali soldi la paghi?

Il sistema sembra andare in direzioni pericolose dove ci rimettono i poveri e la classe media. Vale lo stesso per gli anziani che potrebbero essere sequestrati/sradicati dalle loro realtà per RSA o altro. La libertà è finita signori oppure si compra al chilo? E chi la può comprare? Nel frattempo da dove si ripartirà?

Il mercato estero è bloccato, il mercato interno va creato e senza liquidità nessuno acquista nulla perché i soldi non ce l’ha neanche per pagare le tasse che aumentano. Le banche danno prestiti garantiti dallo stato per strozzare chi è già strozzato perché la garanzia implica che la banca è garantita ma chi li chiede si ritrova l’esattore in casa. Altro che ripartire, sembra un annunciato suicidio di massa.

Se poi pensiamo alle ultime leggiucchie che limitano il contante, a una burocrazia fantascientifica, così come il sistema fiscale da manicomio, se poi si pensa ai cervelli cacciati e ai mille favori fatti ai compratori stranieri per svendere anche i settori essenziali, da dove si riparte?

Non certamente dalla moda che era già appannaggio straniero e pagava le tasse fuori in un periodo in cui finalmente si torna a dare risalto alla sostanza, all’essenziale, o si riparte dal “food ” dopo aver strangolato allevatori, agricoltori a favore di ipermercati, dopo aver imposto l’avvelenamento di molti campi grazie ai favori dell’Ue per le holding farmaceutiche e agroalimentari, o si riparte dal turismo che mentre i monumenti cascano a pezzi non vive certo del bonus vacanze se nessuno si potrà permettere il pranzo e se, nelle spiagge, arrostiranno la gente tra i plexiglas e che vacanza sarà in fila per uno per una sdraio?

Nel frattempo il virus che tutti studiano e da cui molti guariscono come verrà sfruttato dal Grande Fratello a settembre? Il ministero della verità scriverà per i pochi posteri che il declino di una Nazione è venuto dal virus o sarà in grado di raccontare altre verità? Meditate gente, diceva Ernesto Calindri ai tempi del Cynar!


Reader's opinions
  1. ROBERTO   On   26 Aprile 2020 at 12:10

    La scuola pubblica serve solo per dare un’occupazione a tante persone che altrimenti non saprebbero fare nulla.
    L’insegnamento nelle scuole pubbliche è sempre più scadente a causa della poca competenza e preparazione degli insegnanti e quindi non riesce ad istruire gli alunni in modo adeguato.
    Pertanto andrebbe favorita la scuola privata, dove si cerca di educare i giovani e farli crescere culturalmente per aiutarli ad affrontare la vita in modo consapevole.

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