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Il fenomeno sarà forse meno evidente su base nazionale. Ovvero nel caso in cui si svolga un concorso, magari per un risicatissimo posto da infermiere, con esodi biblici di candidati provenienti da ogni parte d’Italia.

In ambito locale, dove gli “aspiranti” si limitano a poche centinaia, il tutto spicca forse di più.

Insomma e per farla breve. Come tutti sanno per gli enti pubblici o comunque in ambiti ad essi equivalenti – tipo le municipalizzate – vige il divieto di assunzioni dirette.

A parte impieghi a tempo determinato, con partecipazione talvolta delle ineffabili “agenzie di lavoro interinale”. Quindi si indicono i vari concorsi, aperti ai possessori di vari titoli di studio richiesti a seconda dei casi.

Naturalmente il materiale per l’inoltro della domanda di partecipazione è più che corposo. I bustoni da inviare via raccomandata hanno sempre dimensioni più che notevoli.

In caso d’accettazione della domanda di partecipazione, si parte per la “nuova” (…) avventura.

Prima fase, prova scritta. Naturalmente consistente in quiz a risposta multipla cui rispondere in tempo preventivamente definito. Buste anonime e possibilità di scelta – da effettuarsi all’ultimo momento – tra due/tre alternative. Si parte. E qui avviene la prima, grossa scrematura. Le centinaia di tapini si riducono, se va bene, ad una ventina. Per i più fortunati, non sempre la preparazione preventiva garantisce un esito positivo visti e considerati i consueti “tranelli”.

Si passa al colloquio orale. E’ stato curioso come un partecipante ad un concorso presso la locale municipalizzata per l’assunzione di tre operatori ecologici, classificatosi quindicesimo su un limite di venti, lamentasse di non aver più avuto segni di vita in merito alla graduatoria famigerata. Oramai in odor di scadenza, trascorso un biennio. Santa ingenuità.

Informandosi preventivamente, avrebbe forse scoperto senza grossi sforzi che i tre posti erano già stati assegnati ancor prima dello svolgimento del concorso. A persone perlopiù già occupate. Comunque con “santi in paradiso”. E che classificandosi in una posizione massimo entro la decima, le possibilità di assunzione fossero pressoché nulle.

La “coloritura” della giunta in carica con conseguente copertura delle cariche nelle aziende ad essa più o meno collegate ha ben poca importanza. Lo “sbraitare” delle cosiddette opposizioni è dovuto solamente al fatto che, trovandosi al di fuori della stanza dei bottoni, di pretendenti non è nella possibilità di piazzare i propri.

Insomma e per farla breve. Piantiamola un po’ lì di fantasticare su seconde, terze o quarte repubbliche. Perché ne esiste ed è sempre esistita una sola. Nulla è cambiato. Ci si metta pure il cuore in pace.


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