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In Albania, qualsiasi persona che intende esercitare un’attività bancaria deve ottenere preliminarmente la licenza dalla Banca d’Albania. Sono soggette a tale obbligo le banche autorizzate di diritto straniero, le quali possono aprire filiali, succursali, agenzie ed altri uffici in Albania.

La Banca d’Albania stabilisce i requisiti minimi di capitale. Le banche commerciali sono tenute a mantenere sia un conto corrente, che un conto di riserva presso la Banca d’Albania.

L’importo minimo del conto di riserva è determinato dalla Banca che esamina i bilanci delle banche commerciali di volta in volta per confermare l’adeguatezza delle riserve necessarie.

Il FMI, pur riconoscendo il positivo operato della Banca d’Albania nella sua azione di vigilanza e supervisione del sistema bancario locale, ha però più volte invitato il Governo albanese a rafforzare il sistema di sorveglianza ed a seguire con attenzione l’attuale situazione finanziaria internazionale, che potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato locale data la tendenza dell’economia del paese a divenire sempre più integrata con l’economia globale.

Il Fondo continua pertanto a suggerire alle Autorità albanesi di attuare prudenti politiche economiche e soprattutto monetarie, anche in considerazione del fatto che il sistema bancario albanese è quasi totalmente dominato da istituti di credito stranieri, più collegati, pertanto, al mercato finanziario internazionale.

La Banca Centrale d’Albania, nel continuare ad assicurare che il sistema bancario albanese non corre rischi rispetto alla crisi finanziaria internazionale, persiste nell’invitare le banche che operano nel Paese a definire azioni concrete per preservare e incrementare la propria abilità di generare utili, assicurando l’impegno della Banca Centrale a creare il corrispondente quadro regolamentare.

In Albania operano alcune “joint-venture” fra Stato e privati (Banca Italo-Albanese, Albanian Arab Islamic Bank) e diverse istituzioni private (American Bank of Albania, Dardania Bank, Tirana Bank, National Bank of Greece, Internazional Commercial Bank, Alpha Credit Bank, Bulgarian First Investment Bank, Foundation on Entreprise Financing and Development –FEFAD), a conferma della politica, assunta dalla Banca d’Albania, volta alla liberalizzazione del mercato, con particolare riguardo alla concessione di autorizzazioni alle banche private commerciali che tentano di regolamentare il cosiddetto credito informale, con buone prospettive di sviluppo.

Una delle privatizzazioni più impegnative del settore è stata quella della vendita di Banka e Kursimeve, la principale cassa di risparmio del Paese, con oltre 80 agenzie sparse in tutti i centri dell’Albania e con oltre 800 addetti.

Per quanto riguarda il Sistema Bancario, nel suo insieme, dagli analisti finanziari vengono confermati gli ottimi parametri di liquidità e di solidità patrimoniale cui però si contrappongono alcuni problemi strutturali legati in particolare alla modesta dimensione della maggior parte delle Banche, all’elevato livello di Crediti Problematici e ad un basso livello di profittabilità.

È evidente che la progressiva integrazione nell’economia globale impone un rapido adeguamento agli standard internazionali e la realizzazione di rilevanti investimenti, in particolare i sistemi di risk management, la digitalizzazione e l’adeguamento dei sistemi di Governance – che, al momento, il Sistema non sembra in grado di affrontare.

Altra analisi da sviscerare è l’accesso al credito e ai finanziamenti per gli imprenditori, anche italiani, interessati ad investire o ad avviare attività produttiva nel paese delle aquile. Come riportato dal portale di informazione economica e geopolitica AlbaniaInvestimenti.com, e grazie ad una recente intervista rilasciata da Silvio Pedrazzi, Membro di Direzione di Intesa SanPaolo Bank Albania, possiamo precisare che il Governo e i “Donors” non concedono di norma alcun finanziamento direttamente alle banche commerciali; in realtà i contributi finanziari messi a disposizione da tali soggetti sono mirati allo sviluppo di settori strategici per lo stato oppure ad interventi tendenti a migliorare le infrastrutture civili e sociali.
In tale ambito si possono inquadrare i finanziamenti concessi direttamente allo Stato Albanese dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali (quali World Bank, Bers e altri organismi simili) per la realizzazione di migliorie sulle infrastrutture come le reti idriche, elettriche, stradali, riduzione del consumo energetico, oppure per l’efficientamento della Pubblica amministrazione.

In tale caso i fondi ottenuti vengono poi iniettati nell’economia locale principalmente per il tramite di gare e/o appalti cui possono partecipare le singole aziende private, sia locali che straniere.

Vi sono anche particolari tipi di prestiti in settori economici specifici. E’ questo il caso, ad esempio, del Fondo di Garanzia per l’Agribusiness (che copre fino a circa 100/mil. di Euro) e dei fondi per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile (Women in Business).

Inoltre, importante è il contributo fornito dal Governo alle imprese albanesi (per il tramite di Cooperazione Italiana) mettendo a disposizione contributi in conto interesse e/o garanzie mirati all’acquisto di macchinari italiani.

Nei prossimi mesi, verranno lanciati i bandi per partecipare all’aggiudicazione di “Grants” (contributi in conto capitale provenienti dai programmi dell’Unione europea) nel settore agroindustriale. Per tali finanziamenti è necessario fare riferimento a strutture costituite “ad hoc” dal Governo albanese, come l’Agenzia per lo sviluppo degli investimenti in Albania. La vera sfida dell’Albania, alla quale gli imprenditori italiani possono considerevolmente contribuire, è quella di sfruttare le attuali positive circostanze per raggiungere una competitività autonoma, non dipendente da fattori temporanei come il basso costo del lavoro.

Nel paese delle aquile, gli investimenti esteri, ed in particolare quelli italiani, possono giocare un ruolo determinante per la crescita, lo sviluppo e l’implementazione di servizi terziari anche in considerazione dell’adesione dell’Albania alla casa comune europea.

* Domenico Letizia è Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi)


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