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L’applicazione del reddito di cittadinanza ha sortito un effetto probabilmente imprevisto.

Secondo quanto fatto sapere dall’Inps, sino al 31 luglio le domande presentate sono state 1.491.935, di cui 922.487 sono state accolte, quasi 400mila respinte e circa 170mila sono state poste in evidenza per ulteriore attività istruttoria.

Attualmente la percentuale di domande respinte è al 26,8%. Una percentuale che non ha mancato di suscitare la soddisfazione del presidente dell’ente di previdenza, Pasquale Tridico, che ha dichiarato: “I controlli sono stati massivi e preventivi rispetto all’accoglimento delle domande“.

L’azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato – ha aggiunto – sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di reddito“. Sempre Tridico ha spiegato che “in particolare, la Guardia di Finanza ha a disposizione 600 mila beneficiari da noi forniti; di questi esaminerà i profili di rischio, cioè individuerà una piccola parte che, per come selezionata, è anche possibile raggiunga elevate percentuali di irregolarità“.

In altre parole attraverso l’analisi delle domande presentate sarà possibile individuare decine di migliaia di evasori parziali o totali. Un risultato che con tutta probabilità non era stato previsto dagli stessi legislatori.

Un effetto che questi ultimi forse non hanno percepito neppure in questo periodo di crisi di governo, dal momento che grillini e leghisti continuano a polemizzare sull’argomento.

Il 70% di chi lo chiede probabilmente non ne ha diritto – ha affermato il viceministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia – Bisogna rivedere la misura dando di più a chi ne ha più bisogno e intervenire in favore delle imprese abbassando pesantemente il cuneo per chi assume”. Pronta la risposta del M5s: “Il reddito di cittadinanza è una misura che difendiamo con tutte le nostre forze“. E quella detta da Garavaglia “è la più grande cretinata mai sentita!“.

Come è ovvio tali affermazioni sono proprie di chi si sente ormai in campagna elettorale. Ma danno l’impressione che chi le ha proferite sia allo scuro di quanto dichiarato dal presidente dell’Inps.

Ma si sa: in questo lungo ponte di Ferragosto è difficile trovare un’edicola aperta per tenersi informati. Ma ci sarebbero sempre i giornali on line…


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