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Pare che il lìder minimo abbia capito che non può tenere in gabbia gli schiavi anche durante l’estate. Che far crepare gli anziani nei loro microappartamenti (quelli che possono permettersi con i lauti assegni della pensione) non è poi molto meglio rispetto al farli crepare per un virus che probabilmente non prenderanno mai.

E che provocare danni permanenti ai bambini incarcerati non è proprio un colpo di genio.

Dunque si potrà andare in vacanza. Sempre che non si siano già bruciate le ferie per restare chiusi in casa.

Ma in vacanza dove? Ovviamente in Italia. In pochi han voglia di ritrovarsi lontano da casa qualora si verificasse, all’estero, un nuovo incremento dei contagi. Chi possiede una seconda casa nelle località di villeggiatura non avrà dunque problemi di scelta.

E gli altri? Massima incertezza. Hotel, Pro loco, Comuni hanno accuratamente evitato di investire un solo euro nella promozione, nella comunicazione. Comprensibile, sino a che predominava l’incertezza totale. Come fidarsi di un governo di dittatorelli dello Stato Libero di Bananas? Ora, però, il diritto alla vacanza è stato garantito ma il silenzio degli operatori prosegue. Eppure sarebbe il momento giusto per spiegare al gregge belante quali saranno le prospettive per luglio ed agosto. Quali le strutture di accoglienza e di sicurezza, quali gli svaghi previsti, quali le manifestazioni che potranno svolgersi nonostante i delatori in trasferta.

Perché è vero che, a maggio, la felicità sarà anche una passeggiata ai giardini sotto casa, ma a luglio si pretenderà qualcosa di più, quando si dovrà pagare il soggiorno in un hotel. Non basterà pagare un panino con la mortadella quanto una cena stellata per sentirsi soddisfatti di aver mangiato fuori.

Perché le vacanze ci saranno anche negli anni seguenti e non approfittare della situazione particolare di quest’anno per fidelizzare la clientela è un errore. Un grave errore. Come lo è non partire adesso con la promozione, mentre i futuri turisti sono a casa, pronti a sognare e ad informarsi.

O forse è meglio prepararsi a piagnucolare a settembre, quando la stagione sarà stata ampiamente compromessa dalla mancanza di iniziative.


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