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La situazione che si andrà a creare dopo la fine dell’emergenza sanitaria, sarà un terreno fertile per la crescita della criminalità organizzata, soprattutto nel Mezzogiorno.

L’emergenza coronavirus ha infatti obbligato tutte le unità produttive italiane a fermare i lavori. L’ipotesi è che le aziende più grandi dovrebbero sopportare il colpo, ma la stessa cosa non vale per le piccole e medie imprese. È sotto gli occhi di tutti l’enorme difficoltà dello Stato a fornire gli aiuti economici necessari per poter ripartire. Il problema che molte imprese si troveranno a fronteggiare è la mancanza di liquidità. Qui interviene la criminalità organizzata con a disposizione enormi capitali sommersi. Non è difficile prevedere che, molti imprenditori a rischio fallimento, si rivolgeranno alla malavita per reperire la liquidità necessaria a mandare avanti la propria attività. Il coronavirus rappresenta un momento molto allettante per le mafie, che potranno vedere moltiplicarsi i profitti derivanti dall’usura.

Oltre all’usura, secondo il presidente dell’Associazione Magistrati di Palermo, Antonino Di Matteo, le organizzazioni criminali starebbero pianificando un acquisto di massa delle piccole e medie imprese in difficoltà. Purtroppo secondo il giudice antimafia questa intenzione è certa, perché le indagini dell’intelligence in corso la confermerebbero.

Sono ormai tristemente noti gli assalti ai supermercati del sud Italia. La fine dell’emergenza coronavirus lascerà dietro di se una popolazione molto più povera. Saranno tante le aziende costrette a tagliare il personale, che favoriranno, in particolare nel Mezzogiorno, il lavoro nero.

L’emergenza sanitaria, infatti, avrà conseguenze più gravi per i dipendenti illegali, che non possono usufruire della cassa integrazione. Non dimentichiamo che la criminalità organizzata recluta la propria manodopera nelle fasce di popolazione più povere.

Il gran numero di persone impoverite, non in grado di ottenere prestiti dalle banche, favorirà l’usura, a causa di un bisogno impellente di soldi per sopravvivere.

Ciò che preoccupa di più il consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, Roberto Tartaglia, è che i grossi finanziamenti pubblici sono da sempre una grande opportunità di guadagno per la mafia italiana. Non sono estranei i numerosi legami, della criminalità organizzata in Italia, con la politica nazionale e locale. Molteplici sono i dirottamenti dei finanziamenti statali. Questo avviene spesso attraverso appalti truccati, ottenuti attraverso la corruzione.

Ciò che preoccupa è che le strutture e le infrastrutture che vengono prese a carico da società, legate alla malavita, riescono a intascarsi i fondi utilizzando materiali scadenti. Sono ridotte al minimo le spese reali.

Non bisognerà sottovalutare i rischi. Dopo l’emergenza coronavirus ci sarà fretta di risollevare l’economia. La semplificazione delle norme per potere accelerare i tempi, potrebbe, in mancanza di misure di vigilanza efficaci, favorire prima di tutto le organizzazioni criminali.

Il rischio, è quello di vedere invasa l’Italia, da aziende improduttive perché come sola finalità, hanno il riciclaggio ed altre attività illegali.

Il risultato finale potrebbe essere quello di vanificare gli immensi sforzi economici dello Stato. La pandemia che aiuta l’attività criminale. Un virus terribilmente insidioso che si infiltrerebbe nel nostro sistema economico e imprenditoriale in pieno collasso.


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